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Siria: UNHCR, assistenza profughi a rischio per deficit finaziamenti

© UNHCR/I.Prickett A Syrian refugee family from Raqqa finds safety in Suruc refugee camp in southern Turkey.

AMMAN – Le iniziative di assistenza umanitaria e gli interventi di sviluppo a beneficio dei 3,9 milioni di rifugiati siriani e delle comunità di accoglienza sono “in grave pericolo” a causa del grave deficit dei finanziamenti. È quanto denuncia un rapporto pubblicato dalle Agenzie dell’Onu, in particolare l’UNHCR, e dai partner umanitari che finanziano il Piano regionale per i rifugiati e la resilienza (3RP) in risposta alla crisi siriana. Nel rapporto, presentato ieri ad Amman alla presenza dell’Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres, si invita la comunità internazionale ad agire più rapidamente e a mantenere gli impegni presi in favore delle vittime del conflitto.

In risposta alla crisi dei rifugiati in Siria, la Cooperazione italiana è intervenuta immediatamente dopo lo scoppio del conflitto mettendo a disposizione sino ad oggi un contributo complessivo pari a oltre 68,2 milioni di euro attraverso interventi a favore della popolazione sfollata all’interno del paese (31 per cento) e per sostenere gli sforzi dei Paesi di accoglienza dei rifugiati, in particolare Libano (34 per cento) e Giordania (18 per cento), mentre una quota minore è stata destinata ai rifugiati in Iraq (5 per cento) e in Turchia, anche attraverso operazioni di trasporto transfrontaliere al valico con la Siria (5 per cento), oltre a interventi di respiro regionale (7 per cento). In occasione della terza Conferenza dei donatori di Kuwait City, il 31 marzo 2015, l’Italia ha inoltre annunciato un impegno complessivo pari a 18 milioni di euro destinato a finanziare la realizzazione di interventi a forte impatto sociale in Siria e nei paesi limitrofi (Libano, Giordania, Iraq e Turchia).

Cio’ nonostante la situazione e’ critica. “Siamo così pericolosamente a corto di fondi che rischiamo di non essere in grado di soddisfare anche le esigenze più elementari di sopravvivenza di milioni di persone nei prossimi sei mesi”, è l’allarme lanciato da Guterres, il quale ha chiesto maggiore solidarietà e condivisione delle responsabilità da parte della comunità internazionale “rispetto a quanto abbiamo visto finora”. Secondo il rapporto, a fronte dei 4,53 miliardi di dollari necessari per finanziare il Piano regionale varato nel dicembre scorso dalle agenzie Onu e dalle organizzazioni non governative (Ong), finora sono stati stanziati solo 1,06 miliardi dollari, pari al 23 per cento della somma richiesta.

A causa di ciò 1,6 milioni di rifugiati hanno visto la loro assistenza alimentare ridursi nel corso di quest’anno, mentre circa 750 mila bambini non frequentano la scuola e i servizi sanitari salvavita stanno diventando troppo costosi per molti, con 70 mila donne in stato di gravidanza che rischiano di non partorire in condizioni sicure. Inoltre, prosegue lo studio, circa l’86 per cento dei rifugiati urbani in Giordania vive al di sotto della soglia di povertà di 3,2 dollari al giorno, mentre il 45 per cento dei profughi presenti in Libano vivono in rifugi che non rispondono a standard adeguati. Quasi la metà di tutte le persone colpite dalla crisi sono bambini, molti dei quali lottano per far fronte al disagio causato dalla violenza e dai traumi che hanno sperimentato.

I partner del Piano regionale hanno quindi ammonito che, in mancanza dello stanziamento di ulteriori fondi, fino a 130 mila famiglie vulnerabili rischiano di non vedere soddisfatti i loro bisogni primari e fino a 1,7 milioni di persone rischiano di affrontare il prossimo inverno a corto di carburante, di ripari e di vestiti pesanti. La crisi in Siria, si legge ancora, ha avuto drammatiche ripercussioni sociali ed economiche anche sui paesi ospitanti, che si trovano a fronteggiare instabilità politiche, economiche, sociali e di sicurezza. Il Piano regionale per i rifugiati e la resilienza (3RP) per il 2015-2016 è stato lanciato nel dicembre scorso insieme al Piano strategico di risposta per la Siria (Srp), nell’ambito dell’appello umanitario per oltre 8,4 miliardi di dollari complessivi. (OI, 25 giugno 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts