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E’ la giornata contro la tortura, tra mobilitazioni e appelli all’Italia, istituisca il reato

(di Maria Novella Topi)  – ROMA – Si celebra in tutto il mondo oggi la Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura e la situazione in molti paesi è ancora critica, tra mancate ratifiche della Convezione dell’Onu e aperte violazioni dei diritti umani nei 140 paesi che ancora la praticano impunemente. Una carrellata di orrori, a partire dalle carceri, che in molte parti del mondo sono tuttora teatro delle peggiori aggressioni all’individuo, per finire in quei paesi dove la si pratica alla luce del sole, per lanciare un monito, per incutere timore, per sottomettere.

Molte le associazioni non governative che in tanti paesi hanno invitato a schierarsi apertamente contro la tortura, a ratificare la Convenzione, a partecipare alle manifestazioni in favore di chi la tortura l’ha subita. Tra queste Amnesty International ha chiesto ancora una volta al parlamento italiano di introdurre nel codice penale il reato di tortura, dopo 26 anni dalla ratifica della Convenzione da parte dell’Italia. Proprio in Italia il dibattito ha alzato toni alla vigilia della Giornata mondiale: mentre il parlamento si appresta a discutere l’introduzione del reato penale di tortura ,. il leader della Lega Nord Matteo Salvini intervenendo ad una manifestazione di un sindacato di polizia, ha chiesto che ”le forze dell’ordine vengano lasciate lavorare”, stigmatizzando l’ipotesi dell’adozione del nuovo reato come possibile freno all’azione delle autorità di polizia.stoptorture.jpg_1064807657[1]

Amnesty international nel 2014 ha lanciato la campagna ‘Stop alla tortura’, a ricordare che, a 31 anni dall’entrata in vigore della Convenzione dell’Onu contro la tortura, ratificata da 157 Paesi, sono migliaia le persone che subiscono torture in ogni parte del mondo. Negli ultimi cinque anni l’associazione ha denunciato casi, isolati o regolari, di tortura o altri maltrattamenti in 141 Paesi, tra cui Filippine, Marocco, Messico, Nigeria e Uzbekistan.

In particolare Amnesty ha lanciato una raccolta di firme per due casi: Yecenia Armenta, una donna messicana che ha trascorso quasi tre anni in un carcere per aver confessato di avere ucciso il marito dopo 15 ore di tortura, violenza sessuale e minacce nei confronti dei figli, e Muhammad Bekzhanov, giornalista uzbeko in carcere dal 1999, ritenuto colpevole di aver preso parte ad alcuni attentati in seguito a una confessione estorta con tortura.

I radicali, da sempre propugnatori di quel decisivo passo, hanno fatto sapere che “sul tema della tortura, l’Italia si conferma essere un Paese che non rispetta gli obblighi che le derivano dal diritto internazionale. Non solo a distanza di ben 26 anni dalla ratifica della Convenzione Onu sulla tortura siamo ancora in attesa dell’introduzione del reato, ma il testo finalmente all’esame del Parlamento disattende la definizione propria del diritto internazionale per il quale la tortura non è una fattispecie di reato comune”. La nota è dei dirigenti radicali Sergio d’Elia, segretario di ‘Nessuno tocchi Caino’, Rita Bernardini, segretaria di Radicali italiani, Maurizio Turco, tesoriere del partito Radicale e Marco Perduca, rappresentante all’Onu del partito Radicale.

“La polizia per prima dovrebbe respingere la proposta in discussione proprio per l’offensivo e umiliante accostamento a comportamenti delinquenziali di cittadini comuni. E’ quindi un reato specifico”, spiegano. E annunciano: “Se il testo all’esame del Senato non verrà modificato faremo ricorso al comitato Onu sulla tortura per la non aderenza della legge agli obblighi di implementazione della convenzione Onu”.

(26 giugno 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts