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Pena di morte: da Corte Suprema si’ a midazolam in esecuzioni

WASHINGTON – Lo stato dell’Oklahoma può tornare ad uccidere: con una maggioranza di cinque a quattro, i giudici della Corte Suprema hanno  dato torto a tre detenuti nel braccio della morte secondo cui il farmaco dell’esecuzione a base di midazolam avrebbe provocato loro sofferenze contrarie al dettato dell’ottavo emendamento della Costituzione che vieta le punizioni “inusuali e crudeli”.

La decisione della Corte su “Glossip contro Gloss” ha diviso i togati lungo i soliti schieramenti ideologici con i giudice Anthony Kennedy che ha fatto da ago della bilancia unendosi ai quattro conservatori Clarence Thomas, Anthony Scalia, Sam Alito e al presidente John Roberts. Durante il dibattito due dei quattro progressisti – Stephen Breyer e Ruth Bader Ginsburg, gli altri sono Sonia Sotomayor e  Elena Kagan – si sono pronunciati a favore della abolizione della pena di morte tout court.

Il midazolam, un sedativo, avrebbe avuto un ruolo in tre esecuzioni particolarmente inquietanti nel corso del 2014. E’ usato di solito per far perdere i sensi al condannato prema che vengano iniettati in vena altri veleni che provocano dolore e poi la morte. “I tre detenuti sostengono che l’attuale protocollo di esecuzione dell’Oklahoma e’ barbaro, l’equivalente di essere bruciato vivo”, ha scritto nell’opinione di minoranza la giudice Sonia Sotomayor osservando che in base al requisito della Corte di usare il midazolam “in mancanza di un metodo alternativo che garantisca un’esecuzione meno dolorosa” non fa differenza “se il condannato riceve l’iniezione letale, o viene squartato e fatto a pezzi, o torturato lentamente, o impalato e dato alle fiamme”.

Ancora più tranciante il dissenso di Breyer a cui si e’ unita la Ginsburg: “Anziche’ cercare di aggiustare le ferite della pena di morte una a a una chiederei di affrontare la questione di fondo: se la pena di morte viola la Costituzione”.

L’uso del midazolam e’ diventato indispensabile dopo il boicottaggio delle case farmaceutiche europee e di quelle americane che hanno interrogo la fornitura di farmaci più testati ai penitenziari che praticano le esecuzioni.  Il caso “Glossip contro Gross” originariamente includeva un quarto detenuto, Charles Warner, in aggiunta a Richard Glossip, John Grant e Benjamin Cole. Warner e’ stato messo a morte il 15 gennaio dopo che la Corte suprema aveva negato il suo ultimo ricorso con una maggioranza di cinque a quattro. Gli altri tre andranno nelle prossime settimane incontro al boia. (AB, 29 giugno 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts