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Rapporto Unicef e Save the Children: in Siria bambini-lavoratori e spesso capifamiglia

ROMA – Il conflitto e la crisi umanitaria in Siria stanno ponendo un numero sempre crescente di bambini a rischio sfruttamento nel mercato del lavoro. È quanto denuncia un rapporto congiunto pubblicato dall’Unicef e da Save the Children.  Secondo il rapporto, all’interno della Siria i bambini contribuiscono al reddito familiare in più di tre quarti delle famiglie intervistate. In Giordania quasi la metà di tutti i bambini rifugiati siriani sono diventati capifamiglia, mentre in alcune zone del Libano bambini di sei anni riferiscono di lavorare.bambini-lavoratori[1]
Il rapporto rileva che un numero vertiginoso di bambini sono impiegati in lavori pericolosi, rischiando gravi danni alla loro salute e al loro benessere. Secondo il rapporto, tre bambini su quattro fra quelli intervistati nel campo profughi di Za’atari, in Giordania, hanno manifestato problemi di salute sul posto di lavoro, mentre il 22 per cento dei bambini impiegati nel settore agricolo nel governatorato di Mafraq e nella Valle del Giordano hanno dichiarato di essere rimasti feriti sul lavoro. Inoltre, i bambini che lavorano sono più propensi a lasciare la scuola. Unicef e Save the Children chiedono pertanto ai partner dell’iniziativa globale ”No lost generation” , la comunità internazionale, i governi ospitanti e la società civile ad intraprendere una serie di misure per contrastare il lavoro minorile all’interno della Siria e nei paesi colpiti dalla crisi umanitaria.
L’Italia è intervenuta immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Siria mettendo a disposizione sino ad oggi un contributo complessivo pari a oltre 68,2 milioni di euro attraverso interventi a favore della popolazione sfollata all’interno del Paese (31 per cento) e per sostenere gli sforzi dei Paesi di accoglienza dei rifugiati, in particolare Libano (34 per cento) e Giordania (18 per cento), mentre una quota minore è stata destinata ai rifugiati in Iraq (5 per cento) e in Turchia anche attraverso operazioni di trasporto transfrontaliere al valico con la Siria (5 per cento), oltre a interventi di respiro regionale (7 per cento).
(MNT 2 luglio 2015)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts