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Somalia: 22 anni dopo, ricordando i caduti per la pace al Check Point Pasta

Il colonnello Paglia

MONTE ROMANO – Sono passati 22 anni. Il 2 luglio 1993, durante la battaglia di Check Point Pasta in Somalia, rimase ferito e fini’ in sedia a rotelle. Il colonnello Gianfranco Paglia si e’ unito oggi all’esercitazione multinazionale per elicotteri dell’European Defence Agency “Italian Blade 2015” che si e’ chiusa a Monte Romano, 60 chilometri a nord di Roma, proprio nel giorno dell’anniversario di quello scontro tra militari italiani e ribelli somali in cui tre soldati del contingente nazionale persero la vita.

Sono trascorsi lunghi anni da quello scontro a fuoco passato alla storia come la Battaglia del Pastificio. Il colonnello Paglia, allora sottotenente, continua la sua attività militare partecipando anche a numerose cerimonie affinchè non sia mai dimenticato il sacrificio ed il valore di coloro che quel giorno hanno combattuto e ai tre che hanno perso la vita: Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi, Pasquale Baccaro.  Ancora in servizio nel Ruolo d’Onore, Paglia ha consegnato i suoi pensieri in ricordo della giornata sul sito dei congedati della Folgore.

“Le missioni di pace, troppo spesso criticate da una certa parte politica che tende sempre a fare un’errata propaganda, hanno un loro motivo di esistere e sotto l’egida dell’ONU l’Italia si è sempre mossa in tal senso”, ha commentato il colonnello sul sito dei congedati della Folgore. “Dopo quel terribile giorno l’ONU decise di abbandonare la missione. Risultato? Dopo 22 anni continuano gli attacchi terroristici e la Somalia è diventata la principale base. Questo perché come più volte dichiarato le missioni devono essere portate a termine se realmente si vuole dare un segnale forte ad un terrorismo che diventa sempre più spietato e che si avvale dei sofisticati mezzi di comunicazione”.

E sempre il colonnello Paglia: “Oggi vedere attraverso un video, o un tweet la decapitazione o un messaggio di minaccia fa più scalpore, ma l’intensità é esattamente la stessa. La sofferenza dei popoli è la stessa di 22 anni fa. Il sorriso interrotto dei bambini che nei loro occhi non c’è più la spensieratezza e la fanciullezza è la stessa situazione di allora. Di quei drammatici momenti non posso non ricordare la corsa dei bambini somali verso noi militari a prendere un pezzo di pane ed una bottiglia di acqua e poi gli stessi impugnare un’arma. Senza fare troppi sofismi, sono queste le immagini su cui dopo 22 anni vorrei porre l’accento, l’attenzione e l’invito a fare una seria riflessione da parte di tutti”.

La missione militare italiana in Somalia, denominata ‘Ibis’, era iniziata il 13 dicembre 1992, nell’ ambito dell’ operazione internazionale ‘Restore Hope’ in risposta alla richiesta dell’ Onu per tentare di fronteggiare la situazione nel Paese del Corno d’Africa stremato da anni di guerra civile, di carestia e di pestilenze. “Ibis” era incentrata sulla Brigata paracadutisti ‘Folgore’.

Il 2 luglio 1993, a Mogadiscio, i militari del contingente italiano vennero attaccati nei pressi del check point ‘Pasta’ dai miliziani del signore della guerra locale Mohamed Aidid. Negli scontri caddero il sottotenente Millevoi, dell’ 8/o Reggimento ‘Lancieri di Montebello’, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, del 9/o Reggimento d’ assalto ‘Col Moschin’ ed il paracadutista Pasquale Baccaro, del 186/o Reggimento ‘Folgore’, tutti decorati con Medaglia d’ Oro al valor militare alla memoria. Altri 23 soldati rimasero feriti.

Il colonnello Paglia con altri commilitoni

Il colonnello Paglia con altri commilitoni

Costretto da allora su una sedia a rotelle, il colonnello Paglia non ha dimenticato quel giorno. ”Partimmo da Balad, racconta – alle 5 del mattino con la Task Force Bravo. Era iniziata la stagione delle piogge e all’interno dei veicoli eravamo bagnati fradici. Sembrava una operazione di routine, alle 8 invece iniziarono i primi disordini e i primi spari. Un’ ora dopo ci eravamo sganciati quando giunse l’ ordine di tornare al check point ‘Pasta’ dove gli scontri erano piu’ duri. Superammo una prima barricata poi un’ altra. Sulla terza affrontammo combattimenti accaniti. Qui un razzo anticarro colpi uno dei mezzi VCC e cadde Pasquale Baccaro, altri paracadutisti restarono feriti. Riuscimmo a sgomberare i feriti al check point ‘Ferro’. Poi mentre tornavamo verso ‘Pasta’ venne colpito prima Andrea Millevoi poi io. Erano le 12 del mattino. Gli scontri si protrassero fino alle 14”.La missione militare italiana in Somalia prosegui’ fino al 21 marzo 1994. Durante l’ operazione hanno perso la vita 12 militari italiani, 1 infermiera volontaria delle Croce Rossa e 2 giornalisti. Altri 107 militari sono rimasti feriti. Questo il resto del bilancio della missione: oltre 12.000 uomini impiegati, 6 milioni di chilometri percorsi e 4.000 ore di volo effettuate dagli elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito; 600 le scorte a convogli umanitari; 1.320 le operazioni di rastrellamento; 4.000 le armi di ogni tipo sequestrate; 200.000 le visite mediche e 233.000 gli interventi veterinari ed i  trattamenti antiparassitari; 9.000 le giornate di ricovero e 600 gli interventi chirurgici nell’ospedale da campo dell’ Esercito. Infine, 100 le scuole riaperte e 22 gli orfanotrofi cui venne fornita assistenza. (AB, 2 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts