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Cooperazione: Cantini, Italia pronta aumentare impegno (anche con partnerariati)

ROMA – A un anno dall’approvazione della riforma, l’Italia aumenterà gli stanziamenti per l’aiuto allo sviluppo, per affrontare le molteplici sfide globali, per recuperare il terreno perduto e perché, come ha detto Matteo Renzi “non possiamo continuare ad essere il fanalino di coda”. Lo ha ribadito il Direttore Generale della Cooperazione Giampaolo Cantini in una intervista a Vita alla vigilia della prima riunione del Consiglio nazionale per la cooperazione lunedì 6 luglio e a pochi giorni dal vertice Onu di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo.

L’Italia ad Addis Abeba arriverà proprio con il suo premier che sarà uno dei pochi leader europei presenti, ha ricordato Cantini: “Ciò a dimostrare l’importanza con cui l’Italia considera il tema della conferenza e a segnalare una nostra ripartenza come Paese promotore di “sana” cooperazione anche attraverso il proprio modello produttivo “business inclusive” che costituisce un esempio di sostenibilità ambientale e sociale nell’ottica dello sviluppo di partneriati territoriali nei Paesi partner”.

Secondo Cantini l’Italia arriva ad Addis in buone condizioni: “Con una nuova legge, con l’istituzione di una Banca per lo sviluppo dentro Cassa Depositi e Prestiti, con una previsione di nuovi strumenti finanziari e una nuova articolazione della cooperazione allo sviluppo”.

Il Direttore Generale ha fatto il punto sullo stato di attuazione della riforma: “Istituito il Consiglio Nazionale della cooperazione, che si riunirà per la prima volta il 6 luglio, a breve avremo l’Agenzia e prima ancora il suo direttore, insomma si procede sui binari previsti. Ciò che mi sembra più interessante e totalmente da valorizzare sono però le grandi potenzialità che la nuova legge apre, sia ampliando la platea dei soggetti di cooperazione, sia riguardo le modalità di finanziamento”.

Cantini ha osservato che “e’ molto importante quanto previsto all’art. 26 della legge, che amplia il quadro dei soggetti della cooperazione allo sviluppo, includendo, accanto a quelli tradizionali come le organizzazioni non governative, le imprese cooperative e sociali, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, le fondazioni, le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni e le associazioni delle comunità di immigrati. In questa previsione c’è un grande potenziale. La sfida è identificare quali forme di collaborazione si potranno instaurare tra questi soggetti. Io penso che ci si incamminerà verso alleanze progettuali, veri e propri partenariati, fra i sopracitati ‘attori’ di cooperazione, capaci di mettere insieme risorse e know how per il raggiungimento degli obiettivi posti dalla nuova legge”.

Importante è anche quanto prevede l’art. 27, che al comma secondo prevede la partecipazione di soggetti con fini di lucro a procedure di evidenza pubblica per l’attribuzione di risorse volte a finanziare la realizzazione di iniziative di sviluppo. Il comma terzo dello stesso articolo, opera su un piano ulteriore, consentendo alle imprese private che rispettino gli standard della responsabilità sociale di ottenere finanziamenti per la costituzione di imprese miste in Paesi partner: “Tengo a sottolineare – ha aggiunto Cantini – che in tale circostanza alle imprese private è chiesto anche un impegno ad investire, altrimenti la previsione di questo articolo si risolverebbe in un ulteriore agevolazione per l’internazionalizzazione delle imprese, ma per questo ci sono altri strumenti”.

Inoltre è bene ricordare che obiettivo della nuova legge è sradicare la povertà, affermare i diritti umani e promuovere la pace. La sintesi è che la nuova legge immagina un “sistema della cooperazione italiana”, reso coerente dal Ministero degli Affari Esteri in cui siano coinvolti e interagiscano virtuosamente le amministrazioni pubbliche con le Fondazioni d’origine bancaria, le organizzazioni non governative con la cooperazione decentrata, le imprese private e cooperative con la nuova Agenzia per la cooperazione. “Nel finanziamento per lo sviluppo serve una pluralità di strumenti finanziari. Sicuramente il tradizionale aiuto pubblico rimane centrale, ma associare ad esso risorse private è divenuto ormai una necessità”, ha detto Cantini a Vita. (AB, 3 luglio 2015) .

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts