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Women’s weeks e Save the Children: istruire le ragazze per salvare il pianeta

(di Francesca Morandi) MILANO EXPO – E’ urgente investire nelle ragazze per sconfiggere la malnutrizione, perché sono loro a sostenere famiglie e comunità nei Paesi in via di sviluppo. Gli adolescenti sono infatti tra i gruppi di popolazione più numerosi nel mondo: oggi sono 1.2 miliardi i giovani tra i 10 e i 19 anni, la metà dei quali rappresentata da donne. Un numero destinato ad aumentare entro il 2050, in modo particolare nell’Africa sub-sahariana, una delle aree più povere del pianeta.   Sono solo alcuni dei dati emersi questa mattina al convegno, tenutosi a Expo Milano 2015, “Partire dalle ragazze: sono loro il motore del cambiamento” (“Starting from girls: they are the source to trigger a change”), promosso da Save the Children – organizzazione dedicata dal 1919 ai diritti dei bambini – durante una delle Women’s Weeks, nell’ambito dell’iniziativa WE-Women for EXPO, il progetto di Expo 2015 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori.

Durante il meeting è presentato il documento “Starting from girls”, come base della discussione alla quale sono interventi Claudio Tesauro, presidente Save the Children Italia, Marta Dassù, presidente Esecutivo di WE – Women for Expo, Jasmine Whitbread, Ceo di Save the Children International, Albina Assis Pereira Africano, presidente dello Steering Committee di EXPO e commissario Generale per il padiglione Angola ad Expo Milano 2015, e Rose Sakala, studentessa del Malawi. “Le ragazze hanno un ruolo chiave nel contrasto alla fame, basta pensare che, rispetto agli uomini, reinvestono il 90% dei loro guadagni nella famiglia”, ha detto Claudio Tesauro, sottolineando che “abbiamo un fortissimo bisogno di investire in donne istruite e più consapevoli perché sono loro il motore del cambiamento”, in un mondo che si trova di fronte a enormi sfide come “un boom demografico senza precedenti”. Si è calcolato, ha spiegato il presidente di Save the Children Italia, che tra il 2010 e il 2030 gli adolescenti passeranno dagli attuali 1.2 miliardi a 1.3 miliardi, con il maggiore incremento nell’Africa sub-sahariana, e senza “donne istruite, con più diritti, compreso l’accesso al credito finanziario, non sarà possibile sconfiggere la fame e le sfide che ci troviamo dinnanzi”.

Marta Dassù al convegno "Starting from girls"  (foto OnuItalia.com)

Marta Dassù al convegno “Starting from girls” (foto OnuItalia.com)

Marta Dassù ha iniziato il suo discorso “con una buona notizia”, ovvero “l’adozione di una risoluzione contro i matrimoni forzati di bambini da parte della Commissione dei Diritti Umani dell’Onu” che ieri ha riconosciuto ufficialmente il matrimonio tra minori come una violazione dei diritti umani, un fenomeno che coinvolge 15 milioni di minori ogni anno e circa 41 mila ogni giorno. “Siamo qui per dire che è anche importante nutrire i cervelli, le ragazze di tutto il mondo devono avere diritto all’istruzione”, ha concluso la presidente esecutiva di Women for Expo.

“Come donne e madri dobbiamo salvare i nostri figli, tutti – ha detto Albina Assis Africano, ingegnere chimico, madre di quattro figli e commissario generale per il padiglione Angola -. Oggi 65 milioni di ragazze non vanno a scuola (dati Unicef, ndr)”. Ricordando che “le donne rappresentano il 43% della forza lavoro rurale e in molti Paesi africani hanno il ruolo chiave di garantire la sicurezza alimentare di intere comunità”, Assis Africano ha evidenziato il ruolo delle donne anche nello “sviluppo della democrazia e della pace”, perché “oggi le ragazze sono la vera energia per la vita”.

Albina Assis Africano  (foto OnuItalia.com)

Albina Assis Africano (foto OnuItalia.com)

Un video proiettato durante il convegno e soprattutto l’esperienza di vita di Rose Sakala, una studentessa del Malawi di 21 anni, che, dopo aver affrontato indigenza, discriminazione e disperazione, oggi studia Agro-business all’università, hanno offerto alla platea un quadro di situazioni di povertà estrema e diritti negati. In molti Paesi in via di sviluppo appena il 60% delle ragazze completa il ciclo di istruzione primaria e solo il 30% accede alla scuola secondaria. Una ragazza su 3 si sposa prima dei 18 anni e una su 9 prima dei 15. Ogni anno 7.3 milioni di adolescenti partoriscono, e ogni anno 70mila teen-agers perdono la vita per cause legate alla gravidanza e al parto. “In Africa ci sono milioni di ragazze che subiscono abusi, si sposano e restano incinta ancora bambine, sono costrette a lavorare quando dovrebbero giocare – ha raccontato Rose –. Anche io ho avuto una vita dura, ho passato giorni senza mangiare, ma volevo andare a scuola, volevo studiare”. (FM, 3 luglio 2015)

 

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts