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Palermo arabo-normanna: cube, castelli e parchi, oltre il sito UNESCO c’e’ ancora tanto

La "Cuba" di Palermo in stile Arabo-Normanno

(di Alessandra Baldini)

BONN – Palermo arabo-normanna, Cefalu’ e Monreale sono solo l’inizio: tra “cube”, parchi, palazzi e chiese c’e’ ancora tanto nel capoluogo siciliano che racconta una storia di interazioni tra civilta’ all’insegna della apertura e della tolleranza.

La candidatura dell’itinerario siculo normanno che il 3 luglio e’ entrato tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’UNESCO auspica dunque la possibilita’ di intervenire sul grande patrimonio storico-architettonico e monumentale del capoluogo siciliano, composti di altri monumenti che, pur presentando il carattere di autenticità, al contempo soffrono di problemi in ordine alla loro conservazione e fruizione.

Il Palazzo normanno e il Parco dell Favara

Il Palazzo normanno e il Parco dell Favara

“Tali monumenti necessitano di interventi di natura gestionale e di azioni di intervento infrastrutturale. Si auspica che in futuro, intervenendo in merito a tali problematicità, il sito seriale UNESCO arabo-normanno possa ampliarsi ricomprendendo anche castello a Mare, la Cuba, il castello di Maredolce e il parco della Favara, la Chiesa di santa Maria della Maddalena, la Chiesa della Magione”, si legge nel documento diffuso dalla Regione Sicilia dopo il voto del Comitato per l’Eredita’ Culturale dell’agenzia delle Nazioni Unite.

San Giovanni dei Lebbrosi a Palermo

San Giovanni dei Lebbrosi a Palermo

E sempre a Palermo numerosi numerosi complessi architettonici che hanno caratteristiche e tracce arabo normanne ma che non rientrano formalmente nel sito seriale UNESCO non rispondendo intreamente ai suoi criteri: “La Cuba Soprana (Villa Napoli) e la Piccola Cuba, la Cappella di S.Maria l’Incoronata, San Giovanni dei Lebbrosi, le Chiese dei Vespri e di santa Cristina La Vetere, Uscibene, i Qanat di Palermo e Bagni di Cefala’ sono comunque importanti e storicizzati e che andranno comunque valorizzati, nell’ambito dei progetti che riguarderanno il sito”.

I mosaici della Cappella Palatina

I mosaici della Cappella Palatina

La candidatura era stata promossa cinque anni fa dalla Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, con i contributi della Fondazione di Sicilia e dei Comuni di Palermo, Cefalù e Monreale; degli arcivescovati delle diocesi di Palermo, Cefalù, Monreale e dell’Eparchia di Piana degli Albanesi. Il Comitato ha scelto di non candidare tutto il centro storico, perché l’Unesco non accetta più interi complessi urbani. I nove monumenti selezionati preservano in modo pressoché integrale le componenti architettoniche e decorative e si presentano in buono stato di conservazione.

L’itinerario arabo-normanno era stato costruito partendo dai racconti dei viaggiatori e cronisti dell’ epoca, fra X e XII secolo, che hanno descritto edifici sacri (chiese e moschee), palazzi lussuosi e giardini, dando testimonianza della loro sontuosità, della ricchezza delle essenze botaniche, dell’abbondanza delle fontane d’acqua, della varietà di culture, etnie e religioni.

Palazzo Reale a Palermo

Palazzo Reale a Palermo

Dal Palazzo Reale di Palermo, monumento principe per la manifestazione della ricchezza e del potere politico e culturale del regno normanno, al Duomo di Monreale, che al suo interno custodisce la più vasta decorazione a mosaico dell’intera produzione del bacino Mediterraneo; dalla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, simbolo della purezza del genio bizantino ortodosso, adorna di mosaici bizantini tra i più stupefacenti nel panorama della produzione di epoca comnena, al Palazzo della Zisa, che con le sue peculiarità costruttive e le sue forme cristalline rifrange le luci dell’architettura Ifriqena. Nel centro, come ago di bilancia, splende la Cappella Palatina il più sorprendente gioiello religioso “sognato dal pensiero umano ed eseguito da mani di artista” (Guy de Maupassant). In questo sito seriale risulta impensabile trascurare il Duomo di Cefalù, custode di mosaici che studiosi di arte bizantina come Viktor Lazarev classificarono eccellenti fra tutti ed egregiamente conservati.

La committenza normanna favorì forme di appropriazione culturale, divenendo allora ambasciatrice di un linguaggio nuovo, capace di combinare l’elemento bizantino e islamico con quello romanico d’oltralpe. Il risultato è un unicum che i viaggiatori del Grand Tour hanno esaltato e reso noto nei loro resoconti e attraverso i diari di viaggio, sovente arricchiti da pittoresche raffigurazioni che prima dell’esordio della fotografia restituirono un’immagine fascinosa, dal carattere sensibilmente esotico, del capoluogo siciliano. (AB, 4 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

1 Comment on Palermo arabo-normanna: cube, castelli e parchi, oltre il sito UNESCO c’e’ ancora tanto

  1. Angelo // 06/07/2015 at 6:38 am //

    Che meraviglia!

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