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Millennio: Ban, progressi in tutti i campi, ma restano grandi nemici come conflitti e disparità

NEW YORK-  Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdgs) hanno messo in moto il più grande movimento globale contro la fame della storia e serviranno come punto di partenza per la nuova agenda per lo sviluppo sostenibile che sarà adottata quest’anno. È indicazione emersa dal rapporto finale sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, reso noto dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, si legge nel rapporto, hanno riscosso notevole successo in tutto il mondo, pur essendoci ancora delle lacune che permangono.

I dati e le analisi presentate nel rapporto mostrano che con interventi mirati, strategie valide, risorse adeguate e volontà politica, anche i più poveri possono fare progressi. “Dopo i consistenti progressi compiuti, ora sappiamo che la povertà estrema può essere sradicata entro un’altra generazione”, ha affermato Ban Ki-moon. “Gli Mdg hanno notevolmente contribuito a questi progressi e ci hanno insegnato come i governi, le imprese e la società civile possano lavorare insieme per realizzare innovazione e trasformazione”, ha aggiunto.  In effetti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, si legge nel rapporto, hanno riscosso notevole successo in tutto il mondo, pur essendoci ancora delle lacune che permangono.ban-ki-moon[1]

Il rapporto mette in luce come solo due anni fa quasi la metà del mondo in via di sviluppo vivesse in estrema povertà, mentre attualmente il numero di tali persone diminuito di oltre la metà, passando dagli 1,9 miliardi del 1990 ai 836 milioni del 2015. Il mondo, prosegue il rapporto, ha inoltre assistito ad un sensibile miglioramento nella parità di genere nell’accesso all’istruzione da quando gli Mdg sono stati lanciati e l‘obiettivo della parità di genere nell’accesso alla scuola primaria è stato raggiunto nella maggior parte dei paesi. Inoltre, la percentuale media delle donne in Parlamento è quasi raddoppiata nello stesso periodo, mentre il tasso di mortalità infantile è diminuito di oltre la metà, passando dai 90 decessi ogni mille nati vivi del 1990 ai 43 decessi ogni mille nati vivi di quest’anno.

Ancora, negli ultimi 25 anni il tasso di mortalità materna ha mostrato un calo del 45 per cento in tutto il mondo, in maggior parte registrato a partire dal 2000. Per quanto riguarda invece la salute globale, prosegue il rapporto, gli investimenti mirati nella lotta contro le malattie come l’Hiv/Aids e la malaria hanno portato risultati senza precedenti: oltre 6,2 milioni di morti per malaria sono state evitate tra il 2000 e il 2015, mentre interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento della tubercolosi hanno salvato circa 37 milioni di vite tra il 2000 e il 2013.

Il rapporto evidenzia tuttavia che, a fronte dei grandi progressi conseguiti, lacune significative permangono in alcuni paesi e in alcuni ambiti. I conflitti restano la più grande minaccia per lo sviluppo umano, visto che sono i paesi colpiti da conflitti a sperimentare in genere i tassi di povertà più elevati. Anche la disuguaglianza di genere persiste nonostante la maggiore rappresentanza delle donne nei parlamenti e il maggior numero di ragazze che frequentano la scuola. Nonostante i progressi resi possibili dagli Mdgs, inoltre, circa 800 milioni di persone nel mondo vivono ancora in condizioni di estrema povertà e soffrono la fame, mentre le emissioni globali di anidride carbonica sono aumentate di oltre il 50 per cento dal 1990 e la scarsità dell’acqua colpisce ora il 40 per cento delle persone in tutto il mondo.

Alla luce dei progressi e delle lacune emerse nel rapporto, Ban Ki-moon ha quindi auspicato che i nuovi obiettivi di sviluppo globale possano rappresentare il passo decisivo verso la sconfitta delle disuguaglianze, la crescita economica, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’industrializzazione, il consumo e la produzione sostenibili, la pace e la giustizia. “L’agenda sviluppo post 2015 mira a portare a compimento i nostri successi e di porre tutti i paesi sulla strada di un mondo più prospero, equo e sostenibile”, ha concluso Ban Ki-moon.

(MNT  7 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts