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Massacro Srebrenica: Mosca pone il veto a risoluzione Onu su ‘genocidio’

ROMA –  La Russia ha posto il veto ad una risoluzione di condanna dell’Onu che avrebbe definito genocidio il massacro compiuto nel luglio del 1995 a Srebrenica, in Bosnia.

L’11 luglio le forze serbo bosniache del generale Ratko Mladic cominciarono una carneficina che durò quattro giorni e che lasciò sul terreno 8372 persone, comprese donne, vecchi e bambini musulmani. A vent’anni di distanza, le atrocità commesse a Srebrenica rappresentano ancora una ferita aperta nella comunità internazionale e sono giudicate la più grave carneficina in Europa sin dalla seconda guerra mondiale. ratko-mladic-2_1905592i[1]

Eppure Mosca ha posto il veto sul documento, messo a punto dalla Gran Bretagna, che ha comunque ricevuto solo dieci voti a favore, su 15. Quattro Paesi – Cina, Venezuela, Angola e Nigeria – si sono astenuti.  Critiche e reazioni negative sono venute da molti paesi: gli Stati Uniti hanno affermato che la posizione di Mosca equivale a negare il genocidio di migliaia di musulmani bosniaci da parte delle truppe serbo-bosniache. Per la Russia invece il testo della risoluzione è sbagliato: secondo quanto ha affermato l’ambasciatore russo a palazzo di vetro, Vitaly Chiurkin, si tratta di un testo  “non costruttivo, sbilanciato e con motivazioni politiche”.

E anche la cerimonia in programma sabato in Bosnia per commemorare il 20/o anniversario del massacro sta suscitando tensioni. Ci saranno numerosi leader internazionali e della regione, tra cui i presidenti di Croazia, Slovenia e Montenegro. Ma il presidente serbo Tomislav Nikolic ha fatto invece sapere che non ci sarà. Al suo posto andrà il premier Aleksandar Vucic.  Ancora incerta anche la presenza dell’ex presidente americano Bill Clinton, la cui amministrazione mediò gli accordi di Dayton che nel 1995 misero fine alla guerra in Bosnia.

Nell’ultimo anno, grazie agli esami del Dna, sono stati identificati i resti di altre 136 persone. Sabato saranno sepolti nel cimitero mausoleo di Potocari, accanto ai sepolcri e alle steli funerarie di altre 6.241 persone massacrate dai serbo-bosniaci nel terribile luglio del 195,  quando Srebrenica era ‘area protetta dell’Onu’.

(MNT  9 luglio  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts