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Beni culturali: si riparla di ‘crimini contro l’umanità’ e caschi blu

ROMA  –  La Corte penale internazionale, durante un’audizione promossa alla presidente della Commissione cultura del Parlamento Europeo, Silvia Costa, è’ tornata a parlare di base giuridica  per considerare ”la distruzione dei beni culturali un crimine contro l’umanità”. Non solo, ma è stata rievocata anche l’idea di utilizzare i caschi blu in funzione di tutela del patrimonio culturale di ogni paese.  L’audizione dal titolo “Distruzione e il traffico del patrimonio culturale” che ha raccolto i maggiori esperti sulla difesa del patrimonio culturale e sul monitoraggio del traffico illegale dei reperti dalle zone di guerra ha preso in esame varie situazione che soprattutto in medio Oriente stanno causando gravi problemi.Costa-SIlvia2[1]

“L’elenco delle distruzioni nelle zone di guerra si allunga in modo allarmante e il mercato del commercio illegale dei reperti trafugati ha dimensioni sempre più ampie” ha osservator Silvia Costa – ”E’ nostra precisa responsabilità intervenire con urgenza mettendo in campo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, da quelli politici a quelli tecnologici, a quelli diplomatici: dobbiamo considerare una adesione più ampia ai Blue Shields, gli scudi blu, e la valutazione dell’estensione dei compiti dei Caschi blu delle Nazioni Unite alla tutela del patrimonio culturale anche attraverso una formazione specifica del personale militare”.

Allo stesso tempo è stata sottolineata l’urgenza di adottare una direttiva europea sull’importazione dei beni culturali all’interno del territorio dell’Ue a completamento di quella già esistente sulla loro esportazione, in grado di fornire una soluzione continuativa al problema della circolazione illecita dei beni culturali. Nella risoluzione adottata ad aprile dal Parlamento Europeo si è chiesta la massima collaborazione tra Unesco, Onu. Icom, Iccrom, Europol, Interpol, Euculnet anche con il supporto di tecnologie satellitari, come il progetto Copernico. “La formazione di personale specializzato – ha concluso l’europarlamentare Silvia Costa – la sensibilizzazione collettiva, il rafforzamento delle frontiere internazionali e la messa a punto di strumenti giuridici ad hoc sono strumenti indispensabili per bloccare l’importazione e l’esportazione illegale di beni trafugati dalle zone di guerra”. (ANSA).

(MNT  14 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts