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L’accordo di Addis Abeba: Responsabilità condivise ed equità fiscale

(di Paolo Dieci, Presidente di Link 2007) ADDIS ABEBA- Il 14 luglio è stata una bella giornata per il nostro paese alla Terza conferenza internazionale sui finanziamenti per lo sviluppo nella capitale dell’Etiopia. Abbiamo già sottolineato la soddisfazione con la quale abbiamo accolto gli impegni assunti dal primo ministro Matteo Renzi, in particolare quello di aumentare significativamente le risorse destinate all’aiuto pubblico allo sviluppo fin dalla prossima legge di stabilità.

addis3La novità principale di Addis Abeba rispetto a Monterrey e Doha risiede nel maggiore accento posto sulle responsabilità condivise. E’ in questo quadro che si colloca l’enfasi posta sulla mobilitazione delle risorse domestiche, a partire da più efficienti ed equi sistemi fiscali. Così come in questa direzione va l’apertura al settore privato, dal quale si attendono investimenti a favore della crescita inclusiva e sostenibile. Al tempo stesso il “messaggio” di Addis Abeba è che l’aiuto pubblico allo sviluppo rimane uno strumento indispensabile nell’ottica dell’eliminazione della povertà assoluta entro i prossimi 15 anni. A questo riguardo merita di essere riportato un concetto espresso nel corso di una tavola rotonda da Jeffrey Sachs: alcuni significativi risultati raggiunti in molti paesi dagli Obiettivi del Millennio sarebbero stati impensabili senza l’aiuto pubblico allo sviluppo, in particolare nei campi dell’educazione e della sanità.  E’ un dato di fatto, ad esempio, che la speranza di vita dei sieropositivi sia cresciuta grazie all’istituzione del fondo globale e che migliaia di progetti delle ONG abbiano mitigato l’impatto economico e sociale della malattia,  sostenendo l’integrazione e l’avvio di attività generatrici di reddito a favore di individui e famiglie da questa colpite.

Non si sono registrate voci contrarie a questo concetto, così come un generale consenso riguarda la necessità di concentrare l’aiuto nei paesi più poveri, mettendolo al servizio dell’obiettivo strategico – e dell’imperativo etico – di ridurre e possibilmente eliminare le diseguaglianze e contrastare l’esclusione sociale.

Nella stessa giornata nella quale è intervenuto il presidente del consiglio, nel corso di un side event,  è stata presentata la nuova architettura istituzionale della nostra cooperazione internazionale allo sviluppo. Il Direttore della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, ha illustrato i contenuti della legge e gli orientamenti strategici formulati nel documento triennale di programmazione, al cui interno si colloca la definizione di priorità strategiche e geografiche. E’ stata anche illustrata la nuova governance della cooperazione italiana, ponendo l’accento sui ruoli assegnati al Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo, che dovrà assicurare la coerenza delle politiche, e dal Consiglio Nazionale, dove i soggetti attivi nel sistema della cooperazione italiana sono chiamati a concorrere alla definizione di orientamenti generali e criteri attuativi.

E’ stata poi presentata la nuova funzione svolta da Cassa depositi e prestiti (CDP), alla quale la legge 125 del 2014 assegna la funzione di Istituzione Finanziaria Italiana per la cooperazione allo Sviluppo. Nel corso dell’evento è stato sottolineato che la CDP avrà la funzione di incoraggiare, tramite adeguati strumenti finanziari, la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai programmi di cooperazione internazionale, facendo tesoro sia della sua ultradecennale esperienza di stimolo alla crescita in Italia e sia delle buone pratiche messe in campo da analoghe istituzioni finanziarie in Europa, che sono intervenute all’evento con i propri massimi dirigenti, a cominciare dalla Banca Europea per gli Investimenti.

Si è anche posto l’accento sull’importanza del nuovo ruolo della CDP con particolare riferimento alla collaborazione con le istituzioni multilaterali partecipate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, attraverso il cofinanziamento di progetti e il supporto di iniziative congiunte.  La Cassa opererà per valorizzare il blending tra risorse pubbliche e private, anche mobilitando risorse comunitarie. Non da ultimo, nel corso dell’evento si è annunciato che la CDP potrà operare tramite  il finanziamento diretto di progetti di sviluppo, per favorire l’imprenditoria locale e la costituzione di imprese miste, mettendo a disposizione del settore pubblico e privato finanziamenti, strumenti di risk sharing e capitale di rischio.

Il Direttore per la Crescita Inclusiva della Commissione Europea, Roberto Ridolfi, ha sottolineato come la nuova articolazione della cooperazione internazionale dell’Italia sia in linea con le priorità europee ed internazionali. In effetti, come si è già sottolineato, la necessità di integrare l’aiuto con altri strumenti finanziari è, accanto al tema della mobilitazione delle risorse domestiche, uno dei messaggi forti di Addis Abeba. La priorità ora appare quella di lavorare sugli strumenti attuativi e da parte nostra continueremo a collaborare in questa direzione all’interno del Consiglio Nazionale.

addisNella serata del 15 luglio è stato poi raggiunto un accordo tra i governi sul testo finale della Conferenza.  Il tema più controverso era rimasto quello relativo allo status del comitato di esperti in materia di cooperazione internazionale su questioni fiscali. Alcuni paesi del G77 hanno spinto per un’accentuata caratterizzazione intergovernativa e multilaterale del comitato, “elevando” il comitato di esperti ad una dimensione più politica ed istituzionale. Quest’istanza non ha incontrato il consenso di paesi di area OCSE. Il compromesso raggiunto si riassume nella formulazione della parte finale dell’articolo 29 della Dichiarazione finale, che stabilisce che gli esperti siano indicati dai governi, che la composizione del comitato debba assicurare un’adeguata rappresentatività geografica e sia decisa dal segretario generale dell’ONU in consultazione con gli stati membri.

Al di là del compromesso raggiunto, rimane il fatto che il tema dell’equità fiscale, in ambito internazionale e all’interno di ogni paese, è assunto dalla Conferenza di Addis Abeba come prioritario.

(PD, 16-7-2015)

 

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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