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Repubblica Centroafricana, rafforzato l’impegno italiano per la “crisi dimenticata”

BANGUI – Mentre la situazione umanitaria nella Repubblica Centroafricana (RCA) rimane particolarmente grave, nonostante qualche miglioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale, si rafforza l’azione della Cooperazione italiana con un impegno complessivo di 3,5 milioni di euro nel 2015, di cui circa 1 milione per progetti delle ONG italiane, la cui presenza appare molto apprezzata.

Accompagnati dall’Ambasciatore a Yaoundé, Samuela Isopi, il capo dell’Ufficio aiuti umanitari della Farnesina, Mario Baldi, e il responsabile dell’Area emergenza della Direzione generale della cooperazione, Fabio Melloni, hanno effettuato una missione nella Repubblica Centroafricana per verificare l’andamento dei progetti in corso ed avviare la programmazione degli interventi umanitari. L’obiettivo: alleviare le sofferenze della popolazione, gravemente colpita dai contraccolpi del golpe del 2013 e da quella che è stata chiamata “crisi dimenticata”.

Nei contatti avuti con il ministro del piano e della cooperazione e con il vice-primo ministro, la delegazione del Maeci (ministero degli esteri e della cooperazione internazionale) ha raccolto espressioni di apprezzamento per l’impegno umanitario dell’Italia. La Repubblica Centroafricana – è stato sottolineato – sta affrontando un tornante decisivo della propria storia e cerca faticosamente di avviare un processo di transizione inclusivo e democratico. Il tentativo di colpo di stato delle milizie islamiche “Seleka” (“alleanza”) del marzo 2013 ha messo tuttavia in luce l’estrema fragilità del paese e rappresenta una minaccia ancora viva. Si colloca in questo contesto il delicato processo politico in corso. E la RCA – che si prepara a tenere ad ottobre le elezioni politiche – ha un disperato bisogno del sostegno della comunità internazionale.

rca5Secondo il ministro della cooperazione di Bangui, occorre concentrare gli sforzi nel settore del disarmo e della smobilitazione degli ex-combattenti (circa 5mila) perché non vi può essere una prospettiva di pace e di stabilità senza il ripristino di condizioni minime di sicurezza. Parimenti prioritaria è la ricostruzione delle abitazioni degli sfollati e, più in generale, il sostegno ai programmi di reinserimento sociale, soprattutto in campo agricolo.

Gli incontri con i rappresentanti delle agenzie dell’ONU e con la Croce Rossa Internazionale hanno del resto fatto emergere un quadro umanitario di estrema gravità: 2,7 milioni di persone, cioè oltre la metà della popolazione, necessitano dell’assistenza internazionale, mentre sono quasi 400mila gli sfollati interni e 461.000 quanti si sono rifugiati nei paesi vicini, soprattutto in Camerun, Chad e RDC.

Il paese si colloca al 185mo posto su 187 secondo l’indice di sviluppo umano dell’UNDP: sanità ed istruzione sono praticamente inesistenti, mancano tutte le infrastrutture strategiche e il paese dipende pressoché totalmente dai prestiti della Banca Mondiale e della Banca Africana di Sviluppo. Sono ampie – fuori da Bangui – le aree del paese dove il governo non esercita alcun controllo. L’aiuto umanitario è pertanto complicato dalle difficili condizioni di sicurezza, in particolare ai confini del Camerun e del Chad, dove i ripetuti attacchi ai convogli umanitari mettono costantemente in pericolo l’incolumità degli operatori e limitano l’accesso, nonostante l’impegno della Missione di pace dell’ONU, MINUSCA, che schiera oltre 14.000 uomini (inclusi 2.000 osservatori militari) e della missione militare francese “Sangaris” (900 unità).

rcaLa Cooperazione Italiana destinerà nel 2015 3,5 milioni di euro alla crisi della Repubblica Centroafricana, di cui 1,5 milione a favore del sistema ONU per tre progetti da 500mila euro ciascuno che verranno realizzati nel campo della sicurezza alimentare dalla FAO (in collaborazione con COOPI), in campo sanitario da OMS (in collaborazione con EMERGENCY) e nel settore della protezione da UNHCR (in collaborazione con INTERSOS). Tutti e tre i finanziamenti sono in fase di erogazione. 1 milione di euro sarà invece destinato al Fondo Fiduciario dell’Unione Europea “Bekou” (“Speranza”).

In occasione dell’incontro con i rappresentanti delle ONG italiane (Intersos, Emergency e Coopi), la delegazione della Farnesina ha annunciato l’intenzione di avviare un programma bilaterale di emergenza del valore di circa 1 milione di euro, destinato a finanziare la realizzazione di progetti a forte impatto sociale nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione. A giudizio dei volontari e cooperanti italiani, le immani difficoltà logistiche ed i rischi di sicurezza per gli operatori umanitari rappresentano i principali ostacoli alle attività sul terreno. E tuttavia – secondo una valutazione unanimemente condivisa dagli osservatori esterni – la situazione di sicurezza è migliorata a Bangui ed in altre aree, come dimostra anche la lieve flessione del numero degli sfollati e dei rifugiati.

La missione del Maeci ha consentito di acquisire informazioni importanti ai fini della programmazione degli interventi futuri della Cooperazione Italiana sul canale dell’emergenza. Le ONG – cui si affianca una capillare rete di missionari cattolici – stanno lavorando molto bene e godono della fiducia delle comunità beneficiarie. Si preparano pertanto a proporre progetti da realizzare sulla base dei finanziamenti. In linea con le priorità del paese, si concentreranno sui servizi sanitari di base, sull’assistenza e la protezione degli sfollati interni e sull’agricoltura.

Particolarmente visibile è la presenza a Bangui di Emergency, da 6 anni nel paese con un moderno e funzionale centro e un reparto di chirurgia pediatrica. Si tratta di due strutture di eccellenza del sistema sanitario della RCA. Presente in RCA da 41 anni, Coopi si concentra su interventi a favore dei bambini soldato (in collaborazione con UNICEF), dei rifugiati congolesi (con UNHCR) e nel settore della sicurezza alimentare (con PAM e FAO). Attiva in RCA dal 2014, Intersos realizza insieme ad UNHCR progetti di protezione ed assistenza agli sfollati interni, fra i quali 36.000 musulmani.

Agli occhi delle autorità della RCA, la decisione italiana di intensificare la cooperazione umanitaria è stata interpretata come un segnale di solidarietà e di attenzione in una fase cruciale della vita della RCA.

(OI, 21 luglio 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts