Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Siria: de Mistura propone “gruppi di lavoro”; Onu, crisi e’ “macchia su coscienza mondo”

NEW YORK – Quattro gruppi di lavoro “simultanei e paralleli” sotto l’ombrello dell’Onu per affrontare altrettanti dossier: sicurezza e protezione per tutti inclusa la fine degli assedi; temi politici e costituzionali; questioni militari come la lotta al terrorismo e i cessate-il-fuoco; istituzioni pubbliche, ricostruzione e sviluppo. “Le parti in Siria non sono pronte a negoziati di pace”, ha detto al Consiglio di Sicurezza l’inviato Onu Staffan de Mistura e questo nuovo formato e’ quanto il diplomatico italo-svedese si e’ sentito in grado di proporre al giro di boa di poco piu’ di un anno del suo mandato.

 

Staffan de Mistura

Staffan de Mistura

Negli ultimi tre mesi de Mistura ha tessuto fitte consultazioni tra parti siriane e interlocutori internazionali su come porre in atto la roadmap per la pace chiamata Comunicato di Ginevra: il minimo comune denominatore concordato dalle potenze mondiali nel giugno 2012 che chiedeva una transizione politica pur lasciando irrisolto il ruolo del presidente siriano Bashar al Assad.

“Esiste un terreno comune tra le parti in Siria, ma la question del passaggio dell’autorita’ esecutiva a un organismo transitorio resta il punto piu’ polarizzante del Comunicato”, ha detto de Mistura. A suo avviso i gruppi di lavoro potrebbero costituire un passo verso un “documento di cornice fatto proprio dai siriani” sulla attuazione del Comunicato di Ginevra.

De Mistura era stato preceduto al microfono del tavolo a ferro di cavallo dal Segretario Generale Ban Ki moon. Il conflitto in Siria e’ “un vergognoso simbolo delle divisioni e del fallimento della comunità internazionale” ed e’ “urgente agire adesso”, ha detto Ban che poi,, al termine della riunione dei Quindici, ha dato il suo “pieno appoggio” all’approccio “step by step” del sui inviato per “rendere operativo il Comunicato di Ginevra.  In assenza di soluzioni umanitarie alla crisi, le immense sofferenze della popolazione non potrebbero che peggiorare fino a quando non si sarà trovata una soluzione politica al conflitto, aveva lanciato ieri l’allarme il Sottosegretario per gli affari umanitari, Stephen O’Brien definendo quella della Siria “la macchia più grossa, implacabile e vergognosa sulla coscienza umanitaria del mondo”.

Aleppo, la citta' simbolo

Aleppo, la citta’ simbolo

Come ricordato da O’Brien, circa 12,2 milioni di siriani hanno bisogno di assistenza umanitaria e si stima che 220 mila persone sono state uccise dall’inizio del conflitto. Nelle ultime settimane, ha proseguito, la violenza ha continuato a crescere in tutto il paese e neppure i quartieri residenziali e i luoghi pubblici, come i mercati, le scuole, gli ospedali e i luoghi di culto sono rimasti immuni dagli attacchi. Soltanto nel 2015, oltre un milione di persone hanno lasciato le loro case, aggiungendosi ai 7,6 milioni di sfollati interni già presenti nel paese. Quanto ai rifugiati nei paesi limitrofi, il numero ha ormai superato i 4 milioni, facendo registrare la più grande popolazione di rifugiati a causa di un unico conflitto da più di 25 anni.

L’Italia è intervenuta immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Siria mettendo a disposizione sino ad oggi un contributo complessivo pari a oltre 68,2 milioni di euro attraverso interventi a favore della popolazione sfollata all’interno del Paese (31 per cento) e per sostenere gli sforzi dei Paesi di accoglienza dei rifugiati, in particolare Libano (34 per cento) e Giordania (18 per cento), mentre una quota minore è stata destinata ai rifugiati in Iraq (5 per cento) e in Turchia anche attraverso operazioni di trasporto transfrontaliere al valico con la Siria (5 per cento), oltre a interventi di respiro regionale (7 per cento).

In occasione della terza Conferenza dei donatori di Kuwait City, il 31 marzo 2015, l’Italia ha annunciato un impegno complessivo pari a 18 milioni di euro destinato a finanziare la realizzazione di interventi a forte impatto sociale in Siria e nei Paesi limitrofi (Libano, Giordania, Iraq e Turchia). L’attuazione degli interventi in questione verrà affidata alle Ong italiane operanti nella regione (8 milioni di euro) e dalle Agenzie umanitarie dell’Onu o dalla Croce Rossa Internazionale, nonché sotto forma di partecipazione al Fondo fiduciario dell’Unione Europea (10 milioni di euro). (AB, 29 luglio 2015).

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts