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Immigrazione: rapporto MEDU su torture e rotte dai paesi sub sahariani all’Europa

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ROMA – E’ stato reso noto un nuovo rapporto del Medu (Medici per i diritti umani), dal titolo ‘Rotte migratorie dai paesi sub-sahariani verso l’Europa’. Si basa sulle storie e le testimonianze di centinaia di migranti forzati, provenienti sia dall’Africa occidentale che dal Corno d’Africa, e cerca  di fornire elementi di comprensione di un fenomeno così complesso, al di là di semplificazioni.photo-immigrati[1]

Le informazioni sono state raccolte nei primi 6 mesi di attività del progetto ”On to: Stopping the torture of refugees from Sub-Saharan countries along the migratory route to Northern Africa”, presso i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) per richiedenti asilo  in provincia di Ragusa e il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Mineo, in provincia di Catania. Vengono inoltre riportati dati e testimonianze raccolti nel corso di  undici mesi di attività presso alcuni insediamenti informali di migranti forzati a Roma: edifici occupati, baraccopoli, stazioni ferroviarie.

Secondo le testimonianze raccolte, tra le le forme più frequenti di tortura e di trattamenti inumani e degradanti vi sono: percosse e altre forme di traumi contusivi; privazione di cibo e acqua, pessime condizioni sanitarie; percosse ai piedi (falaka); sospensione e posizioni stressanti (ammanettamento, posizione in piedi per un tempo prolungato, ecc); minacce di violenze e di morte ai danni dei migranti o delle loro famiglie; violenze e oltraggi sessuali, oltraggi religiosi e altre forme di trattamenti degradanti; privazione di cure mediche; aver assistito ad episodi di tortura e trattamenti crudeli nei confronti di altre persone. Le violenze si sono verificate nella maggior parte dei casi in Libia.

Secondo il rapporto del Medu, cui sono allegati documenti e tabelle e che è stato pubblicato sul sito di ‘Cronache di ordinario razzismo’   i sistemi di accoglienza in Italia e in Europa devono necessariamente tenere in considerazione le molteplici vulnerabilità dei richiedenti asilo che hanno affrontato il viaggio dal momento che tali fattori permangono anche dopo l’arrivo.

(MNT  30 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts