Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Intelligenza artificiale: i ricercatori incitano ONU a vietare corsa a robot killer

(di Anna Serafini)

ROMA – “Iniziare una corsa alle armi basate sull’intelligenza artificiale è una cattiva idea e va prevenuta col divieto sulle armi autonome offensive, prive di un significativo controllo umano”. Oltre 2.400 ricercatori di Intelligenza artificiale e Robotica, molti italiani, hanno firmato una lettera aperta per incitare le Nazioni Unite a proibire e prevenire la corsa alle armi autonome (come è già stato fatto con il divieto sui laser accecanti), a seguito della riunione di aprile della Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali (CCW) a Ginevra.

Tali armi potrebbero rappresentare “la terza rivoluzione della guerra, dopo la polvere da sparo e le armi nucleari”, sostengono i ricercatori, provenienti dalle più prestigiose università del mondo e già riuniti nella Conferenza internazionale congiunta sull’Intelligenza artificiale (IJCAI) che si è svolta a Buenos Aires il 28 luglio. Il loro appello all’ONU ha ricevuto il supporto di altri 14.105 esperti, tra cui il fisico Stephen Hawking, il linguista e attivista Noam Chomsky, il co-fondatore di Apple Steve Wozniak, il co-fondatore di Skype Jaan Talinn e il CEO di SpaceX e Tesla Elon Musk. Tra i ricercatori e i sostenitori, si contano numerosi italiani di illustri università, quali la Sapienza, il Politecnico di Milano, la Federico II, le università di Pisa, Siena, Trento, Torino, Bolzano e molte altre ancora.

Le armi autonome, come i quadricotteri armati, selezionano ed “eliminano le persone con specifici criteri predeterminati”, senza il bisogno di interventi umani. “Il dispiegamento di tali sistemi sarà praticabile – concretamente se non legalmente – nel giro di qualche anno, non di decenni, e i rischi sono alti”, avvertono i ricercatori, sottolineando che le armi militari basate sull’intelligenza artificiale “richiedono materiale grezzo economico e facile da reperire, quindi saranno diffuse e le maggiori potenze militari potranno produrrle a buon mercato in grandi volumi”.

Il mercato nero, i terroristi, i dittatori, i signori della guerra potrebbero mettere le mani su questa tecnologia, “sporcando il campo” (della ricerca, ndr) e i suoi potenziali benefici a livello sociale, sostengono nella lettera. “L’intelligenza artificiale può essere usata per aiutare a risolvere molti problemi urgenti della nostra società – disuguaglianze e povertà, il costo crescente  della sanità, l’impatto del riscaldamento globale… ma può essere utilizzata anche per fare del male inutile”, ha detto Toby Walsh, professore di Intelligenza artificiale alle università di UNSW e NICTA.

Nonostante i molti argomenti a favore e contro le armi autonome (es., pro: sostituire i soldati con le macchine e quindi ridurre morti e feriti; contro: abbassare la soglia psicologica dei conflitti), “la domanda chiave per l’umanità oggi è se iniziare un corsa globale alle armi basate sull’intelligenza artificiale o prevenirla prima che inizi”. I firmatari chiedono all’Onu di assumere un ruolo importante nel dibattito, dal momento che sono anche in corso discussioni interne sul futuro dei ‘killer robots’. (AS, 30 luglio 2015)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts