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Nepal: Intersos, ecco come aiutiamo a far nascere i bambini in sicurezza

 KATHMANDU – Sono passati oltre tre mesi dal devastante sisma che ha messo in ginocchio il Nepal e, fuori dalla ribalta dell’attualità e in silenzio, le organizzazioni umanitarie continuano a lavorare per la popolazione colpita i cui bisogni hanno ancora il segno dell’emergenza.

Tra questi INTERSOS sta sostenendo un progetto per aiutare le donne incinte e le neomamme ad affrontare la maternità in sicurezza e prevenire complicanze. Si tratta di interventi portati nei villaggi a 4 o 5 ore di fuoristrada dal più vicino ospedale, quello di Gorkha, con una popolazione composta per circa un decimo da bambini sotto i cinque anni. Phujel, 4389 abitanti, 111 donne incinte; Bhumlichowk, 3432, 82 donne incinte; Makaising, 2206, 51 donne incinte: qui il terremoto del 25 aprile ha colpito più duramente, distruggendo oltre 2mila case e lasciando gli abitanti privi di beni e assistenza primaria. nepalmom2-478x380[1]

”Riuscite ad immaginare voi stesse, le vostre compagne o figlie ad affrontare le complicanze di un parto difficile in mezzo alle montagne nepalesi? –  racconta Valentina Albani Rocchetti dal Nepal – Noi no! Per questo lavoriamo con due cliniche mobili, attrezzate di ecografo e personale specializzato; si tratta, per ciascuna unità, di un medico, un infermiere, un health assistant e un radiologo, per fare in modo che sempre meno donne debbano rischiare la loro vita o quella del loro bambino nella circostanza del parto”.

Come dice la dottoressa Smriti, staff di una delle cliniche mobili di INTERSOS, la maggior parte delle donne delle aree rurali non ha accesso a nessun tipo di analisi prenatale e quando le complicanze si presentano, il trasferimento in ospedale è spesso impossibile a causa della mancanza di mezzi di trasporto o, in questa stagione di monsoni, delle condizioni climatiche. ”Noi vogliamo assistere tutte le donne, siano esse vittime del terremoto o dell’isolamento” aggiunge Sushila, un’infermiera.

”Proprio grazie a Sushila – racconta ancora Valentina Albani Rocchetti – riesco a parlare con Kamala, mamma da poco più di un mese. Siamo nel villaggio di Makaising, nel distretto di Gorkha, sedute sotto il piccolo porticato della sua casa che, dopo il terremoto, ospita sotto lo stesso tetto non solo la sua famiglia ma anche le loro capre. Kamala allatta la sua piccola e mi ringrazia di quello che stiamo facendo. Mi dice che lei è stata doppiamente fortunata non solo perché i suoi pochi risparmi le hanno permesso di lasciare il villaggio e raggiungere la città per il parto ma soprattutto perché questa scelta, senza saperlo, ha salvato la sua bambina, nata podalica, da un parto con complicanze altrimenti ingestibili nel villaggio”.

”Kamala – prosegue Valentina – si emoziona, abbassa gli occhi e stringe a sé la piccola quando mi dice che ha temuto di perderla e che non vuole che altre mamme meno fortunate di lei nel villaggio provino quella paura solo perché non hanno la possibilità di essere assistite come lei. Nessuna mamma dovrebbe rischiare di perdere il suo piccolo senza sapere cosa le sta accadendo, dice. Anche io mi emoziono pensando che sono nata esattamente come la sua bambina e che le paure di mia mamma devo essere state le stesse di Kamala”.

(MNT  31 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts