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Rapporto sulla pena di morte: il boia continua a lavorare, soprattutto in Asia

(di Maria Novella Topi) – ROMA –  Caino continua ad essere toccato. Eccome. Anche se l’incremento delle esecuzioni non è esponenziale, il nuovo rapporto sulla pena di morte nel mondo  presentato oggi dall’organizzazione Nessuno tocchi Caino, descrive una situazione ampiamente insoddisfacente e indica che la modalità della pena capitale come forma di giustizia è dura da sconfiggere.  Nel 2014, indica il rapporto, che quest’anno è stato dedicato a papa Bergoglio per il suo lavoro di ‘abolizionista’, sono state almeno 3.576 le esecuzioni capitali nel mondo, e almeno 2.229 quelle avvenute nei primi sei mesi del 2015, a fronte delle 3.511 del 2013. Death_Penalty_World_Map.svg[1]

E’ ad est che le esecuzioni continuano ad avvenire più frequentemente: i paesi che Nessuno tocchi caino ha definito ‘boia’ nel 2015 sono Cina, Iran e Pakistan. Nel 2014 sempre la Cina ha fatto registrare il più alto numero di esecuzioni (almeno 2400, che corrispondono al 67% del totale), seguita da Iran (oltre 800) e Arabia Saudita (88). Ma, sottolinea il rapporto, “se si dovesse confermare il trend dei primi sei mesi del 2015, alla fine dell’anno  registreremmo un numero record di esecuzioni: ciò è dovuto in particolare all’escalation registrata in Arabia Saudita, in Egitto e ancora una volta in Iran e alla ripresa delle esecuzioni in Giordania, Pakistan e Indonesia”. Come dire: a fronte di paesi che sembrano aver fatto un passo indietro, ve ne sono altri che sono tornati a far lavorare il boia, complice anche la situazione politica internazionale critica in molte aree, Medio Oriente e Asia in primis.

Di contro  i paesi o i territori che hanno deciso di abolire la pena di morte  per legge o in pratica sono oggi 161. Di questi, quelli totalmente abolizionisti sono 103, anche se due paesi si sono uniti alla schiera di quelli che l’hanno rigettata, facendo passare da 39 a 37  le nazioni che mantengono la pratica: sono paesi dittatoriali, autoritari o parzialmente liberi.
Nel 2014, i paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali sono stati 22. Il lieve aumento del numero delle esecuzioni rispetto al 2013 si giustifica con l’incremento registrato in Iran e in Arabia Saudita.  A dare un contributo consistente all’escalation della pratica della pena di morte nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015, sono state, ricorda Nessuno Tocchi Caino, la “guerra alla droga” e la “guerra al terrorismo”.

Nella bilancia in continuo movimento che misura l’attività capitale, va messo in evidenza che nel 2014 e nei primi sei mesi del 2015, non si sono registrate esecuzioni in 5 paesi (Botswana, India, Kuwait, Nigeria e Sudan del Sud), che invece non se ne erano privati nel 2013. Al contrario 7 paesi, che non avevano inscenato esecuzioni nel 2013, le hanno riprese nel 2014: si tratta di Bielorussia (almeno 3), Egitto (almeno 15), Emirati Arabi Uniti (1), Giordania (11), Guinea Equatoriale (9), Pakistan (7) e Singapore (2). Altri due paesi, dove non si erano registrate esecuzioni nel 2014, le hanno riprese nei primi sei mesi del 2015: Bangladesh (2) e Indonesia (14).

1938-1[1]Il 97% delle esecuzioni del 2014 e il 98% di quelle avvenute nei primi mesi del 2015 si sono verificate, come s’è detto, in Asia,  che si conferma essere il continente dove si pratica la quasi totalità delle esecuzioni nel mondo. Per quanto riguarda il continente americano nel 2014 negli Stati Uniti si sono verificate 35 esecuzioni, nei primi sei mesi del 2015, 17.

Gli autori del rapporto hanno così sottolineato che se l’Europa è il continente più lontano dall’idea del boia come dispensatore di giustizia, resta intatta l’amarezza per il ricorso alla pena capitale di due paesi che fanno parte delle nazioni più industrializzate e sviluppate del mondo: Stati Uniti e Giappone.

(MNT,  31 luglio 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts