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Pinotti in Libano: caschi blu italiani, stabilità, Iran e Siria tra i temi degli incontri

BEIRUT – ​L’Italia è un paese amico del Libano, alla cui stabilità contribuisce da lungo tempo sia nell’ambito delle iniziative della comunità internazionale sia a livello bilaterale.

È quanto ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti, incontrando a Beirut le massime autorità politiche e militari libanesi, al termine di una sua visita di due giorni in Libano. Pinotti ha visto  il premier Tammam Salam, il ministro della Difesa, Samir Mokbel, e il presidente del Parlamento, Nabih Berri. Per ciò che riguarda la presenza dei caschi blu italiani nell’ambito dell’Unifil,  le autorità libanesi hanno espresso al Ministro Pinotti l’apprezzamento per la loro opera nel mantenimento della stabilità nel Sud del Libano, e per la collaborazione e l’amicizia con la popolazione locale”.38a69fad-5eae-47e6-8565-1ae007ae375702%20pm%20tammam%20salamMedium[1]

Tra gli argomenti trattati anche l’importante lavoro svolto con le forze armate libanesi, l’impegno per la stabilità e la sicurezza del Mediterraneo. ”Nei colloqui con le autorità – ha detto il Ministro – ho trovato un giudizio positivo in merito all’accordo con l’Iran e l’attesa che esso possa portare ad un nuovo e diverso protagonismo di Teheran e ad una auspicabile collaborazione tra lo stesso Iran e l’Arabia Saudita”. Il miglioramento dei rapporti tra le due grandi potenze della regione potrebbe favorire, non solo la fine dello stallo politico in Libano, che da oltre un anno è senza Presidente della Repubblica, ma anche ”un accordo per porre fine alla guerra in Siria e più in generale alla stabilità della regione”.

Il Ministro ha ricordato, inoltre, che il conflitto nel paese vicino ha provocato un’invasione di oltre un milione di profughi in Libano che aggiungendosi alle centinaia di migliaia di palestinesi eleva il numero totale di rifugiati nel Paese a 1,5 milioni su una popolazione di poco più di 4 milioni. ”E’ evidente che ciò richiede un impegno straordinario della comunità internazionale”. Berri ha sottolineato con forza la richiesta di aiuto non solo militare ma anche economica, finanziaria, investimenti tesi alla creazione di lavoro oltre che assicurare un’istruzione al quasi mezzo milione di profughi in età scolare.

Ieri a Naqoura il Ministro Pinotti, accompagnato dal capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, aveva visitato il Comando della missione Unifil e il contingente italiano schierato nel Sud del Paese. Nell’occasione il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze ONU nel Libano Meridionale, ha fatto il punto di situazione sullo stato di avanzamento della Risoluzione 1701 passando in rassegna le principali tematiche legate alla sicurezza e alla stabilità dell’area. 852c2efe-a967-48e7-99b2-776efb4ff9ba01%20md%20samir%20mokbelMedium[1]Nel corso dell’incontro il ministro ha sottolineato come nonostante il Libano sia stretto nella morsa di tensioni profonde e di pericolosi focolai che attraversano il Medio Oriente, tra cui le recenti tensioni nel Golan e la guerra civile in Siria, la missione Unifil continui ad essere, sotto la guida italiana, un  “modello operativo” vincente in grado di assicurare un periodo di stabilità senza precedenti. Alla missione Unifil partecipano 10.500 militari da 39 paesi nell’ambito della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

L’Italia è presente con circa 1.100 militari inquadrati nel comando della joint Task Force Lebanon – Sector West. Sempre nella giornata di ieri il Ministro si è recato nell’Area di operazione di Unifil lungo la Blue Line, che separa il Libano da Israele per un tratto di circa 120 chilometri, lungo i quali si concentra lo sforzo principale dei caschi blu nel garantire il pieno rispetto della risoluzione Onu. Infine, presso la base Millevoi di Shama, Pinotti ha incontrato il personale del contingente italiano, posto sotto il comando del Generale di Brigata Salvatore Cuoci, ai quali ha espresso il suo compiacimento per l’impegno e i risultati raggiunti.

(MNT, 5 agosto 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts