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Hiroshima, Giappone chiederà nuova risoluzione Onu su armi nucleari

TOKYO – Settant’anni fa Hiroshima e Nagasaki.  L’olocausto nucleare si consumò in una manciata di giorni trascinando il Giappone alla resa e aprendo di fatti la strada alla fine della guerra. Alle innumerevoli cerimonie di commemorazione in tutto il mondo sono state espresse tutte le possibili parole di condanna, ma il segno più vibrante di ripulsa è venuto come sempre dal Giappone dove il ricordo è stato contrassegnato da lunghissimi minuti di silenzio e dalle importanti dichiarazioni del premier Shinzo Abe secondo il quale il suo paese ha l’imprescindibile missione di realizzare un mondo “libero dalle armi nucleari attraverso misure realistiche e pratiche”.

“Presenteremo una nuova risoluzione all’assemblea delle Nazioni Unite del prossimo autunno per l’eliminazione delle armi nucleari”, ha annunciato Abe, assicurando che Tokyo continuerà a trattare con i Paesi con e senza atmica per raggiungere l’obiettivo. A-Bomb-Hiroshima[1]

Hiroshima ha ricordato il dramma della prima bomba atomica sganciata dagli Stati Uniti sulla città alle 8.15 del mattino del 6 agosto del 1945, osservando un minuto di silenzio e ospitando un centinaio le nazioni rappresentate al Memoriale della Pace in una cerimonia che ha visto per la prima volta la presenza di un rappresentante dell’amministrazione Usa.

Il sindaco di Hiroshima Kazumi Matsui non ha menzionato nella Dichiarazione sulla Pace appena letta le contestate norme sulla sicurezza in discussione al parlamento, che consentiranno al Giappone per la prima volta dal dopoguerra di esercitare il diritto di ”autodifesa collettiva”, ma ha ricordato il pacifismo perseguito dal Paese per 70 anni.

Il sindaco ha chiesto di promuovere nel mondo la via della pace sancita dalla Costituzione nipponica, il cui articolo 9 rinuncia per sempre alla guerra e all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Matsui ha detto di auspicare che Hiroshima, col Giappone che ospiterà nel 2016 il G7, possa essere visitata insieme a Nagasaki dal presidente Usa Barack Obama e dagli altri leader mondiali ”per ascoltare direttamente dai sopravvissuti” la tragedia della bomba atomica.

”Fino a quando ci saranno ordigni nucleari, ‘hibakushà’ (i sopravvissuti all’atomica, ndr) potrebbero esserci in qualsiasi momento”, ha osservato il sindaco.

Il numero di hibakusha allo scorso marzo si è attestato a 183.519, circa 8.000 in meno rispetto al 2014, con l’età media che per la prima volta ha superato gli 80 anni.

(MNT,  6 agosto  2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts