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Sudan: remote unità sanitarie riabilitate da Cooperazione Italia

L’Unita’ Sanitaria di Tomsai riabilitata (fonte CoopItaliana in Sudan)

KHARTOUM – Poche migliaia di euro, ma tanto impegno, ed e’ quanto basta per fare la differenza.  In Sudan, nello Stato del Red Sea, provincia di Sinkat, tre Unità Sanitarie di base sono state riabilitate grazie all’intervento della Cooperazione Italiana. I tre centri distano a più di un’ora di viaggio dal capoluogo, a quasi mille metri di altezza, lontano dalla costa del Mar Rosso, in un’area remota e proprio per questo “abbandonata” ma ugualmente bisognosa di assistenza.

Ibrahim, assistente sanitario a Tomsai

Ibrahim, assistente sanitario a Tomsai

Le tre unita’ si trovano nel raggio di 20 km l’una dall’altro e dovrebbero coprire i servizi sanitari di base per circa 7.000 persone. La Cooperazione ha riparato tetti, sostituito infissi delle porte e delle finestre per proteggere utenti, scorte farmaci, attrezzature mediche da sabbia e dall’acqua dei monsoni. Sono state fornite attrezzature e strumenti di base, kit per semplici esami di laboratorio. Si sono resi funzionali dei locali, pronti ora a rispondere alle esigenze della comunità.

Nulla di tutto ciò era immaginabile fino a qualche mese fa, scrive la cooperazione Italiana in Sudan sul suo sito web. A quelle comunitá lontane, poste in una sfavorevole posizione geografica sembrava insperabile poter beneficiare di un intervento “straniero”.
A Tomsai, nessuno pensava di poter vedere un tetto ben fatto e smettere di vedere la pioggia cadere sulle persone e sulle poche attrezzature presenti. A Nasod, lo stesso contesto di Tomsai: infiltrazioni dappertutto da anni. Ripetuti, da anni, interventi “artigianali” senza successo. A Naset, con un centro di salute dichiarato inagibile, non è parso vero al leader della comunità locale di accogliere con entusiasmo l’idea “degli italiani” di utilizzare una stanza dentro la scuola da destinare a Unità Sanitaria. Oggi la struttura si trova nel complesso della scuola quasi a voler ricordare quello stretto legame tra sanitá e istruzione, adulti e bambini. Una buona idea, un buon leader attento alla sua popolazione.

Fatto questo primo passo, non è mancato l’impegno a migliorare le conoscenze del personale al fine di poter concretamente riattivare i servizi di assistenza sanitaria primaria, compreso un adeguato sistematico approvvigionamento dei farmaci. Fino a questo momento la popolazione locale era rimasta quasi completamente sprovvista di un qualsiasi servizio medico. (AB, 9 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts