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Earth Overshoot Day 2015: da oggi il consumo delle risorse supera la disponibilità annuale

(di Anna Serafini) OAKLAND – Giovedì 13 agosto è stato battezzato Earth Overshoot Day 2015. Che significa? In meno di otto mesi l’umanità ha consumato tutte le risorse che la Terra può produrre in un anno, e da adesso fino alla fine dell’anno si andrà aggravando il nostro “debito ecologico”. La notizia viene dal Global Footprint Network, il think-tank sulla sostenibilità ambientale, secondo cui l’appuntamento si va sempre più anticipando con il passare degli anni (nel 2014 cadeva il 19 agosto, nel 2000 addirittura all’inizio di ottobre). La soluzione? “Abbandonare gradualmente i combustibili fossili”. Che del resto è l’obiettivo dell prossimo summit di dicembre sul clima di Parigi, oltre a essere la principale raccomandazione degli scienziati del Gruppo Intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico.

earth2L’ecological overshoot, cioè il divario tra la domanda annuale di risorse da parte dell’umanità (“impronta” ecologica) e la capacità della Terra di rigenerarle (biocapacità), è cominciato nel 1970. Deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera sono i risultati “sempre più evidenti” di questo sovra-consumo.

“Le emissioni di anidride carbonica dell’umanità sono più che raddoppiate dal 1970 e sono la componente che aumenta più velocemente nel crescente gap tra l'”impronta” ecologica e la biocapacità del pianeta”, riferisce Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network e co-ideatore del sistema di misurazione delle risorse, spiegando come essa sia “inscindibilmente connessa” alle altre componenti dell’”impronta” ecologica: aree coltivate, pascoli, foreste, aree produttive su cui sono stati costruiti fabbricati e strade. “Con l’aumentare della domanda di cibo e legname, diminuiscono le aree produttive disponibili per l’assorbimento del carbonio prodotto dai combustibili fossili. Ciò significa che le emissioni di carbonio si accumulano nell’atmosfera invece di essere riassorbite completamente”, si legge nel rapporto. Dunque, dice Wackernagel, “l’accordo globale per abbandonare gradualmente i combustibili fossili che è in discussione a livello mondiale in vista del summit sul clima di Parigi potrebbe significativamente aiutare a frenare la consistente crescita dell’“impronta” ecologica ed eventualmente a ridurla”.

earth3Le prospettive future tracciate dal centro studi, infatti, sono due: continuare con il ritmo attuale, finendo per utilizzare nel 2030 le risorse equivalenti di due Terre (oggi consumiamo quelle di un pianeta e mezzo), con l’Overshoot Day a fine giugno; ridurre le emissioni di carbonio almeno del 30 per cento in 15 anni, eliminando del tutto il ricorso ai combustibili fossili entro il 2070 e mantenendo il riscaldamento globale entro i due gradi Celsius al di sopra del livello antecedente la rivoluzione industriale, come raccomandato dal Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico. In questo secondo scenario, l’Overshoot Day verrebbe posticipato, cadendo il 16 settembre 2030. Ridurre le emissioni di carbonio del 30 per cento in 15 anni “non è impossibile”, spiegano al think-tank, citando il caso della Danimarca: in 20 anni il paese li ha ridotti del 33%.

(AS, 13 Agosto 2015).

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts