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ONU @70: Jeffrey Sachs, piu’ peso all’Asia

NEW YORK – Piu’ peso all’Asia nelle Nazioni Unite che escono dall’appuntamento del settantesimo anniversario. La proposta e’ dell’economista di fama mondiale Jeffrey D. Sachs, in un articolo pubblicato su Project Syndacate. “Il preciso valore della pace, della riduzione della povertà e della cooperazione ambientale resi possibili dall’Onu è incalcolabile”, afferma Sachs, Direttore dell’Istituto della Terra dell’Università Columbia e Consigliere speciale del Segretario generale dell’Onu sugli Obiettivi di sviluppo del millennio. Mentre definisce l’Onu come “l’innovazione politica più importante del 21simo secolo, ma anche il migliore affare del pianeta”, secondo il professore l’organizzazione “deve essere aggiornata” per “continuare a svolgere il suo ruolo globale, che è unico e essenziale, nel 21simo secolo”.

Jeffrey Sachs

Jeffrey Sachs

L’aggiornamento dell’Onu, secondo Sachs, passa attraverso una riforma della governance, “a partire dal Consiglio di Sicurezza, la cui composizione non riflette più le realtà geopolitiche globali”. In particolare, Sachs sottolinea che “i seggi non permanenti nel Consiglio di Sicurezza non ripristinano un equilibrio regionale” e che “l’inadeguata rappresentanza dell’Asia (che costituisce il 55% della popolazione mondiale e produce il 44% del suo reddito annuale, ma copre soltanto il 20% dei seggi nel Consiglio di sicurezza) simboleggia una seria minaccia alla legittimità delle Nazioni Unite.

La proposta dell’economista, in concreto, e’ macchinosa e di difficile attuazione: Sachs propone di assegnare all’Asia almeno nuovi quattro seggi: uno permanente per l’India, uno condiviso a rotazione annuale da Giappone e Corea del Sud, uno per Paesi Asean (come gruppo) e uno a rotazione tra tutti gli altri.

Nell’articolo Sachs cita l’accordo nucleare con l’Iran – un accordo “tra Iran e Onu, rappresentata dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) più la Germania” – e “la fortunata conclusione, dopo 15 anni, degli Obiettivi di sviluppo del millennio” come “due importanti, recenti trionfi” delle Nazioni Unite. L’adozione degli Obiettivi sullo sviluppo sostenibile – “che mirerà a mettere un punto alla povertà estrema in ogni sua forma ovunque nel mondo, a limitare le disuguaglianze e assicurare una sostenibilità ambientale entro il 2030”, e che è prevista per il prossimo mese – “potrebbe aiutare a dare luogo a un accordo globale su controllo del clima, sotto gli auspici della convenzione quadro dell’Onu sul cambiamento climatico, a Parigi a dicembre”. I due eventuali accordi rappresenterebbero “due altri successi in arrivo prima della fine di quest’anno”.

Sempre sul fronte delle riforme, Sachs affronta il budget. I fondi disponibili per le azioni e i programmi dell’Onu sono insufficienti per le sfide di questo secolo e devono essere incrementati, spiega il professore. Nel 2013, tali fondi equivalevano a un contributo di $6 per ogni abitante del pianeta, per una cifra complessiva di $45 miliardi, rispetto al valore monetario delle azioni portate avanti dall’Onu che potrebbe essere stimato sui mille miliardi di dollari per anno. Secondo la sua ricetta, i Paesi con reddito alto, medio alto, medio basso e basso dovrebbero contribuire rispettivamente con $40, $8, $2 and $1 pro capite ad anno, numeri che “ammontano grossomodo allo 0,01% del reddito pro capite medio del gruppo” di riferimento.

Un tale sistema di partecipazione permetterebbe all’Onu di raccogliere $75 miliardi annui, “con cui rafforzare la qualità e il raggiungimento di programmi fondamentali, a partire da quelli necessari per realizzare gli Obiettivi sullo sviluppo sostenibile. Una volta che il mondo è sulla giusta strada verso tali obiettivi, il bisogno delle operazioni di pace e dei soccorsi di emergenza dovrebbe ridursi col diminuire in numero e portata dei conflitti e un’anticipazione e una prevenzione più accurata dei disastri naturali”. (AS, 21 Agosto 2015).

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts