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Ambiente: progetto Detox-Outdoor, squadre di Greenpeace tornano da spedizioni

ROMA – Otto squadre di Greenpeace sono tornate da altrettante spedizioni scientifiche in luoghi remoti di tre continenti, raccogliendo campioni di acqua e neve che saranno ora esaminati in laboratorio. Il blog dell’organizzazione ambientalista lo rende noto spiegando che lo scopo è capire fino dove si spinga la contaminazione da PFC, sostanze chimiche pericolose e persistenti, usate tra le altre cose per rendere impermeabili i capi d’abbigliamento degli sport all’aria aperta.
Alcune spedizioni sono state davvero impegnative, con condizioni meteo estreme e centinaia di metri di dislivello da superare. Altre, come quelle sulle Alpi o ai Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, piacevoli escursioni con paesaggi mozzafiato e tanta natura intorno.

In Cina, raccontano i partecipanti, abbiamo prelevato campioni da una cima innevata e spazzata dal vento a oltre cinquemila metri di altitudine: la squadra si è dovuta svegliare all’alba per superare gli ultimi mille metri di dislivello, fare i campionamenti e tornare al campo base prima del tramonto.

Nel parco nazionale di Torres del Paine, nella Patagonia cilena, è stato necessario affrontare temperature di meno 13 gradi, venti che soffiavano a oltre 50 chilometri orari (con punte di 80) e camminare per 64 chilometri su superfici innevate e a tratti ghiacciate.

”Mentre prelevavo i campioni mi sembrava di sentire un migliaio di aghi che mi pungevano, avevo perso sensibilità alle dita!”, ha raccontato Leonel Mingo, della campagna Detox di Greenpeace, che ha preso parte alla spedizione in Cile. ”Finiti i campionamenti siamo dovuti tornare subito indietro perché si stava avvicinando velocemente una tempesta di neve ed era già buio. Abbiamo iniziato una discesa di sei ore nel mezzo della notte e non potevamo fermarci neanche un momento perché rischiavamo di congelarci».

Nella Siberia meridionale abbiamo scalato le montagne di Altai, un sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, dove si passa dalla taiga alle praterie alpine, alle zone glaciali e alla tundra di alta montagna, in un’incredibile varietà di ambienti naturali. ”Non abbiamo incontrato l’orso, ma doveva essere davvero vicino a giudicare dalle impronte sul sentiero”, ha scritto Nina Lesikhina, della squadra russa di Greenpeace.
Dappertutto le nostre squadre sono state accolte dalla popolazione locale con grande interesse, desiderose di sapere se avremmo trovato sostanze tossiche. ”Lascia senza fiato vedere una tale varietà di paesaggi, ma mi preoccupa pensare che sostanze chimiche pericolose e persistenti come i PFC abbiano probabilmente già raggiunto queste località remote”, ha rilevato Mirjam Kopp, capo progetto di Detox Outdoor.
(MNT, 26 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts