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Immigrazione: tragico bilancio di Oim. Onu, niente fermerà i profughi e l’Ue non funziona

Migrants rush to board a train at Gevgelija train station in Macedonia, close to the border with Greece, August 15, 2015. In the past month, an estimated 30,000 refugees have passed through Macedonia, another step in their uncertain search for a better life in western Europe. REUTERS/Stoyan Nenov TPX IMAGES OF THE DAY

(di Maria Novella Topi) – ROMA/GINEVRA – Con l’apertura del ‘fronte balcanico’ il flusso dei migranti che si stanno riversando in Europa ha trovato una nuova porta di accesso, moltiplicando in modo esponenziale presenze e problemi. Il continente appare sbigottito dalla portata del fenomeno e continua a dividersi tra chi le porte le vuole tenere aperte, perché, come ha detto il presidente del Consiglio Renzi ”prima vengono le vite umane che vanno salvate”, e chi continua a erigere muri e fili spinati.
Ma quest’Europa incerta e spaventata è sotto accusa: il relatore speciale dell’Onu per i diritti umani del migranti, Francois Crepeau, ieri a Ginevra ha usato parole di fuoco: “Non facciamo finta di pensare che quanto l’Ue ed i suoi stati membri stanno facendo stia funzionando”.
Dopo che l’Organizzazione internazionale per le migrazioni Oim, ha snocciolato le sue tragiche cifre, Crepeau ha sottolineato con forza che nulla fermerà i profughi. ”La costruzione di recinti, l’uso di gas lacrimogeni e altre forme di violenza contro migranti e richiedenti asilo, il ricorso alla detenzione, il negare o il trattenere l’accesso a un riparo, il cibo o l’acqua, nonché l’impiego di un linguaggio minaccioso o discorsi di odio non dissuaderanno i migranti dal venire o dal cercare di venire in Europa”, ha detto, rilanciando il suo appello all’Unione Europea perché elabori una politica coerente e globale che faccia perno sui diritti umani.
”La sovranità territoriale si basa sul controllo delle frontiere, per sapere chi entra e chi esce. Non si è mai trattato di chiudere ermeticamente il confine alla migrazione”, ha detto e ha aggiunto: “Le frontiere democratiche sono porose per natura. Fornendo a migranti e richiedenti asilo soluzioni legali e sicure di mobilità si permetterà un tale controllo”.
I numeri di queste ultime settimane sembrano dargli ragione. L’Oim a Ginevra ha fornito cifre sinistre: solo dall’inizio dell’anno sono morti 2373 migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Se si considerano gli ultimi 365 giorni, il totale è di 3.573 migranti morti mentre cercavano di raggiungere l’Italia, la Grecia e la Spagna pari ad una media “allarmante” di quasi dieci morti in mare al giorno.
Sul fronte degli arrivi, il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa via mare nel 2015 è ormai prossimo alla soglia dei 300mila, sottolinea l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr): dall’inizio dell’anno infatti 292.00 persone hanno attraversato il Mediterraneo, di questi circa 108.000 sono giunti in Italia e oltre 181mila in Grecia.
Intanto la nuova rotta balcanica sposta ogni giorno il suo baricentro. Dopo la Macedonia, presa d’assalto soprattutto da siriani, iracheni e afghani, è ora la volta della Serbia dove in pochi giorni 100 mila persone hanno attraversato il confine con l’obiettivo di passare in Ungheria (cioè in Europa) dove nel frattempo fervono i lavori per la costruzione di un muro anti-immigrati ed è stato creato un ‘corpo speciale’ per contrastare gli arrivi.
Il flusso e’ destinato a mantenersi elevato, e l’Onu ha detto di prevedere che nei prossimi giorni fino a tremila migranti e rifugiati potrebbero attraversare quotidianamente la frontiera tra Grecia e Macedonia. L’emergenza migranti ha suscitato allarme anche in Bulgaria, dove il governo ha disposto l’invio di mezzi blindati a quattro valichi di frontiera con la Macedonia.
La portavoce dell’Unhcr, Melissa Fleming, ha fatto sapere che l’agenzia sta lavorando con le autorità serbe per affrontare le necessità di almeno 10mila persone. ”Il flusso – ha preconizzato – è destinato ad aumentare per il perpetuarsi delle violenze in Siria e Iraq e per il deterioramento delle condizioni in Libano, Turchia e Giordania”.

(MNT, 26 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts