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Libia: Leon, negoziato in stadi finali, grazie anche a Italia

NEW YORK – Il negoziato sulla Libia e’ arrivato all’ultimo miglio. Il traguardo, stavolta, potrebbe essere davvero in vista, ma “il tempo stringe”. Alla vigilia della ripresa dei colloqui in Marocco sotto l’egida dell’Onu, l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia Bernardino Leon e’ “sempre piu’ fiducioso” che i colloqui sono arrivati “nello stadio finale”.

Bernardino Leon

Bernardino Leon

Superare la polarizzazione politica e le divisioni in Libia non sara’ compito facile, ma “le preoccupazioni del GNC potranno essere affrontate nelle discussioni sugli allegati, compresi quelli relativi alla formazione di un governo di concordia nazionale”, ha detto Leon informando in teleconferenza da Parigi il Consiglio di Sicurezza. “Domani nuovo round negoziati a Skherat. Guerra, terrorismo e scafisti si possono fermare. Ma la premessa è un governo libico unitario”, ha scritto su Twitter il ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Il ‘messaggio’ è stato pubblicato anche in arabo sull’account del Ministero degli Esteri. Oggi poi, in un’intervista al Corriere della Sera, lo stesso gentiloni aveva ovvervato che “tocca ai libici trovare l’intesa, stiamo lavorando in queste ore parlando con tutte le parti”.

Bernardino León – aveva detto Gentiloni a Paolo Valentino – presenterà nei prossimi giorni una proposta finale, completa degli allegati sulla composizione del governo unitario, che si spera possa coinvolgere anche il Gnc, il Parlamento di Tripoli. “Chi si autoesclude si assume una grande responsabilità, perché il processo andrà comunque avanti. Nel caso di accordo l’Italia conferma la disponibilità, non da sola, a un ruolo di accompagnamento e consolidamento anche sul piano della sicurezza”.

Il ministro degli Esteri Gentiloni

Il ministro degli Esteri Gentiloni

L’Italia e’ stata tra i paesi ringraziati da Leon per il sostegno accordatogli nei sette mesi di maratona negoziale. L’inviato Onu ha invitato le parti a non buttar via il lavoro fatto e a non perdere l’opportunità “unica” di essere “pacemakers”. Domani e venerdì a Skherat potrebbe essere l’ultimo atto: il testo di accordo concordato tra le parti libiche tranne il Congresso di Tripoli “non e’ perfetto” ma fornisce la road map per porre fine subito alla crisi politica del Paese e al conflitto militare che “ha devastato la Libia ormai da oltre un anno”.

Con la prospettiva di un tracollo economico imminente, in un quadro di generalizzata illegalità’, di violenze e violazioni dei diritti umani, l’alternativa all’accordo e’ l’Isis. Il pericolo per la Libia e per il popolo libico e’ “reale, imminente e palpabile”, ha detto Leon osservando che da Sirte, occupata in giugno, i jihadisti hanno preso il controllo di 200 chilometri di coste a est e a ovest della citta’. Parlando sempre in Consiglio dopo Leon, l’ambasciatore libico (di Tobruk) Ibrahim Dabbashi ha avvertito che l’Isis e’ tornato a Derna con l’appoggio di al Qaida. “Solo un approccio unificato”, ha detto Leon, può evitare alla Libia “un’avanzata del Califfato come in Iraq e Siria”. (AB, 26 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts