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Contro mutilazioni genitali femminili, Amref in Kenya promuove ‘rito simbolico’

ROMA –  La battaglia contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), diffuse soprattutto in Africa e in alcuni paesi dell’Asia, continua il suo cammino alle radici del fenomeno, avvalendosi del contributo di organizzazioni non governative e no profit. Amref Health Africa, la più grande organizzazione sanitaria no profit presente nel continente, ha promosso, ormai da tre anni in Kenya e Tanzania una cerimonia alternativa al rituale masai.  Domani si terrà infatti  il più grande Rito di Passaggio Alternativo a Loitokitok, in Kenya. Più di 1.200 ragazze masai prenderanno parte a questa tre giorni di celebrazioni, atto di denuncia originale ed efficace contro le mutilazioni genitali femminili.  img_54792_90012[1]
Di solito in Kenya, come in molti altri Paesi dell’Africa e non solo, il passaggio dall’infanzia all’età adulta viene sancito dal rito del “taglio”.  Il rituale che i masai si tramandano da anni non è stato modificato, se non appunto nell’eliminazione della mutilazione cui venivano sottoposte bambine e ragazze. Resta ricco di momenti di festa, colorato ma il “taglio” è abolito. Nei tre giorni che precedono la celebrazione finale, le ragazze ricevono lezioni di educazione alla sessualità, sensibilizzazione su HIV/AIDS e diritti umani. Per venerdì sono attesi alla cerimonia leader culturali e ragazze da diverse aree del Kenya e dalla Tanzania.
Le Mutilazioni genitali femminili restano ancora un problema enorme. Solo unendo le forze e chiamando in causa persone influenti delle comunità, come gli anziani e i guerrieri masai, si può riuscire a far arrivare questa denuncia al di là del Kenya. Mostrando che un’alternativa esiste, come ha fatto Nice, che ora lavora per Anref e che è riuscita a sfuggire alle mutilazioni e oggi lavora nella promozione dei Riti Alternatvi.
Sono oltre 7.000 le ragazze che da tre anni hanno partecipato ai Riti di Passaggio Alternativi Amref. Continuano ad andare a scuola e si sposano più tardi rispetto alle ragazze che hanno subito le mutilazioni. Un grande successo, che si diffonde gradualmente nelle regioni vicine.

In tutto il mondo si stima che siano circa 130  milioni le donne sottoposte alle pratiche di MGF, in particolare in 28 paesi africani e tra le comunità islamiche di alcune nazioni asiatiche. Il fenomeno inoltre, con l’incremento delle migrazioni, sta interessando anche l’Europa e gli Stati Uniti.

(MNT,  27 agosto 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts