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Immigrazione: Onu in campo, vertice il 30/9; Gentiloni, cambiare regole asilo

Un'operazione di salvataggio nel Mediterraneo

NEW YORK/ROMA – La tragedia dei Tir e degli ultimi naufragi muove l’Onu. Il Segretario Generale Ban Ki moon scende in campo e convoca un vertice sull’immigrazione il 30 settembre a New York nei giorni dell’Assemblea generale. Ban e’ “pieno di orrore” e ha il “cuore spezzato” di fronte a quei 71 morti, quattro bambini, soffocati nel camion refrigerato alle porte di Vienna, in Austria, gli oltre 50 asfissiati nella stiva di una nave, i 150 annegati nel viaggio nel Mediterraneo: numeri che si aggiungono ai 2.500 morti nel 2015, secondo le stime di ieri dell’UNHCR. “La comunità internazionale deve fare di piu'”, dice il capodelle Nazioni Unite. Roma concorda, riportando il dibattito in seno UE: “L’orrore dei Tir ha convinto i falchi. L’Europa ha capito, il dramma è di tutti”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista a Repubblica.

Di fronte a quella che Ban ha definito “una crisi di solidarietà’, non di numeri”, e’ scesa in campo anche la Casa Bianca: ricordando l’ultimo colloquio a Washington del presidente Obama con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il portavoce Josh Earnest ha ribadito la necessita’ di “aiutare l’Italia e gli altri Paesi del Sud Europa sulla linea del fronte” e di mettere piu’ risorse nella lotta a chi specula su chi fugge alla violenza nei propri Paesi di origine: “Lodiamo la UE per aver preso misure forti in quella direzione”.

Chiaramente non basta. L’incontro con Renzi sulla nave San Giusto nel Mediterraneo era nella testa di Ban quando ha convocato il vertice: “Nonostante i lodevoli sforzi concertati dell’operazione europea, che ha salvato migliaia di vite umane, il Mediterraneo resta una trappola di morte per profughi e migranti”, ha detto il Segretario generale.

Secondo Gentiloni, una via di uscita e’ un diritto di asilo europeo valido per tutte le nazioni. E Bruxelles deve gestire i rimpatri. “Nelle ore in cui si scopriva la tragedia ero a Vienna, per un vertice di Europa e Balcani. Bastava guardare in volto i colleghi per capirlo: siamo tutti coinvolti. Fino a poco tempo fa c’era l’idea che fosse solo un’emergenza italiana e greca, nelle ultime settimane si è diffusa la consapevolezza che il problema investe l’Europa intera”, ha detto il ministro degli Esteri nell’intervista di prima pagina a Repubblica.

E mentre a Taranto la nave Phoenix sbarca 451 migranti e profughi, gli ultimi salvati dalle acque del Mediterraneo, secondo Gentiloni, “la percezione è cambiata in modo significativo. Anche governi che avevano resistito al principio della distribuzione dei rifugiati, come quelli di Austria e Slovenia, stanno modificando le posizioni”. Quanto alla possibilità che l’Europa risponda con la paura, “sia Renzi che la Merkel – sottolinea il ministro – hanno scandito un messaggio forte e chiaro: la democrazia, la civiltà e l’economia europea non possono essere ostaggio di minoranze di destra, o dell’idea che chi cavalca la paura possa incassarne i dividendi elettorali”.

Secondo il ministro, la Ue deve fare tre passi: “1) prendere consapevolezza del carattere permanente” delle migrazioni, “2) lavorare sulle cause”, “3) cambiare registro sulle regole e sulle politiche di accoglienza”. Se bisogna cambiare il trattato di Dublino? “Bisogna modificare norme concepite 25 anni fa, introducendo gradualmente un concetto rivoluzionario: i migranti non entrano più in Italia, in Grecia, in Ungheria, o dove la geografia o la sorte li fanno arrivare, ma in Europa. E questo vuol dire che serve in prospettiva un diritto d’asilo europeo valido per tutti i Paesi”. (AB, 29 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts