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Libia: nuovo negoziato; Gentiloni, senza accordo il rischio e’ una nuova Somalia

NEW YORK – Mentre a New York il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric annuncia che i negoziati sulla Libia riprenderanno a meta’ settimana a Ginevra, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni avverte che in caso di mancato accordo la Libia rischia di diventare “la nuova
Somalia”. Intervistato da CNN International, Gentiloni ha insistito sulla necessita’ e sull’urgenza che in Libia si trovi una intesa tra le parti: “Dobbiamo essere di appoggio”, ha affermato, spiegando come “anche i Paesi vicini alla Libia ora sono piu’ consapevoli dei rischi. E per questo – ha concluso – c’e’ ora una maggiore pressione per un accordo”.

Il ministro degli Esteri Gentiloni con Bernardino Leon

Il ministro degli Esteri Gentiloni con Bernardino Leon

 

 

Il negoziato ripartirà il 3 settembre a  Ginevra. Domani a Istanbul il rappresentante Onu per la Libia Bernardino leon incontrerà’ i rappresentanti del Congresso generale Nazionale libico di Tripoli per discutere le riserve all’accordo siglato dalle altre parti. E siccome i problemi della Libia sono strettamente legati a quelli dell’immigrazione, nell’intervista alla CNN Gentiloni ha toccato il tema dell’asilo europeo per i profughi che cercano salvezza nel bacino del Mediterraneo.

“L’accordo di Dublino va cambiato perché risale a 25 anni fa. Si deve stabilire il principio dell’asilo europeo. Il peso non può ricadere solo sul paese d’arrivo dei migranti”, ha detto il ministro degli Esteri: “Non possono essere la storia o la geografia a decidere della sorte dei migranti e non si possono lasciare soli paesi come Italia, Grecia o Ungheria”.

Della questione dell’asilo di dovrebbe occupare il 14 settembre un vertice dei ministri della Giustizia e degli Interni della UE che anticipa di due settimane l'”incontro speciale” del 30 settembre convocato dal Segretario Generale Ban Ki moon ai margini della prossima Assemblea Generale. Oggi nel corso del briefing con i giornalisti Dujarric ha rivolto alla UE un appello perche’ i suoi leader arrivino ad un accordo.

“Per ora vediamo che solo pochi Paesi stanno sopportando il peso della
crisi, come Italia, Grecia, Macedonia”, ha detto Dujarric: “Questa non e’ un’emergenza che possono affrontare solo alcuni Paesi, ma e’ una questione che richiede una risposta globale e regionale”.

Il portavoce e’ tornato anche a intervenire sulla questione profughi/migranti, che non e’ solo una sottigliezza lessicale: “Per l’Onu nel Mediterraneo sono in stragrande maggioranza profughi. Fuggono da guerre e persecuzioni in Siria, Iraq, Afghanistan. La differenza ha profonde implicazioni legali”. (AB, 31 agosto 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts