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Contro gli stupri dell’Isis sulle yazide petizione a Onu e Ue, ‘Ci dispiace non basta’

ROMA – L’associazione contro la violenza sulle donne, Telefono Rosa, ha lanciato una petizione contro la schiavitù sessuale su donne e yazide praticata ormai da mesi dagli uomini dell’Isis. Pubblicata sulla piattaforma Change.org, la petizione ripota la testimonianza di una deputata yazida, Vian Dakhil, che per prima ha lanciato l’allarme denunciando la riduzione in schiavitù sessuale di migliaia di ragazze e bambine yazide da parte dell’Isis. Gli yazidi sono una popolazione di origine curda distribuita nel nord dell’Iraq con una religione propria. Da sempre perseguitati perchè considerati ‘adoratori del demonio’ si trovano anche in Siria, Turchia e Armenia.isis[1]

“Sono stata per tre volte a parlare alle Nazioni Unite. Qualcuno ha pianto, tutti hanno battuto le mani. Mi hanno detto ‘ci dispiace’, e poi ‘arrivederci'”, ha raccontato Dakhil.

Vian Dakhi (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Vian Dakhi (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

“Apprendiamo che la schiavitù sessuale è una pratica istituzionalizzata ormai da un anno – si legge nella petizione – esiste non solo una burocrazia dello stupro (mercati dove vengono vendute, listini prezzi, contratti d’acquisto ‘notarizzati’ da corti islamiche), ma anche una teologia dello stupro. Lo scorso ottobre il settimanale dell’Isis ‘Dabiq’ ha spiegato come sia legittimo trattare le donne yazide come khums, spoglie di guerra. Il mese scorso il Dipartimento Fatwe dell’Isis ha spiegato che ”è consentito avere rapporti anche se la ragazza non ha raggiunto la pubertà'”.

La teologia dello stupro afferma che gli abusi sessuali sulle yazide sono atti non solo consentiti ma virtuosi. Sono «ibadah», atti di devozione: così i miliziani si mantengono puri; infatti se non avessero queste concubine incorrerebbero nella tentazione di avere rapporti sessuali non leciti.

”Chiediamo all’Alta rappresentate dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini e ai ministri degli esteri di tutti i paesi membri di rivolgere al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, al Consiglio per i diritti umani dell’Onu e al Consiglio di sicurezza un pubblico appello, affinché intervengano a sostegno del popolo yazida contro quello che è un genocidio, un vero e proprio stupro di guerra, un crimine contro l’umanità. Un ‘Ci dispiace’ non ci basta”  conclude la petizione di Telefono Rosa.

Questo il link alla petizione: https://www.change.org/p/contro-la-malvagità-dell-isis-un-ci-dispiace-noncibasta-3

(MNT, 1 settembre  2015)

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

2 Comments on Contro gli stupri dell’Isis sulle yazide petizione a Onu e Ue, ‘Ci dispiace non basta’

  1. No alla violenza sulle Donne

  2. agatino // 02/09/2015 at 5:02 am //

    contro ogni violenza e discriminazione

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