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Yemen: appello Save the Children e Oxfam, il paese è allo stremo

SANAA – L’ospedale principale della capitale Sanaa, Al Sabeen Hospital, rischia la chiusura per mancanza di forniture mediche, mettendo a rischio la vita di tre milioni di yemeniti, molti dei quali bambini.  E’ quanto ha appreso Save the Children dallo staff della struttura, che potrebbe chiudere tra 48 ore per mancanza di carburante e di forniture mediche a seguito dell’intensificarsi degli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dai sauditi.  L’ospedale, sostenuto da Save the Children, è la principale struttura sanitaria della zona per i bambini e le donne in gravidanza. Prima della crisi faceva affidamento sul porto di Hodeida per il 90% delle forniture, ma dall’inizio del blocco de-facto le importazioni sono ormai prosciugate.

Come racconta il vice direttore di Al Sabeen Hospital, Halel Al Bahri, sono rimasti senza anestetici, test per le trasfusioni, Valium per le crisi epilettiche e preparati alimentari per i trattare bambini malnutriti. Sono stati costretti a ricorrere a carburante proveniente dal mercato nero per far funzionare i generatori elettrici per altri due giorni. Se saranno obbligati a chiudere, centinaia di bambini attualmente ricoverati non riceveranno più le cure. yemen21-1000x600[1]

”Ci stiamo coordinando con altri ospedali della città dividendoci i nostri stock in modo che ognuno abbia un po’ di tutto”, ha sottolineato Al Bahri, secondo quanto riferito da Save the Children.”Ma ormai siamo agli sgoccioli e non abbiamo abbastanza materiale per andare avanti”.

In Yemen 15,2 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base, in aumento del 40% rispetto al mese di marzo. Da marzo ad oggi i ricoveri per malnutrizione sono aumentati del 150% e si stima che entro la fine dell’anno oltre di mezzo milione di bambini ne soffriranno.

”I civili stanno pagando il prezzo della guerra in Yemen, che nel giro di cinque mesi ha portato il paese ad una devastante crisi umanitari”, dichiara Edward Santiago, direttore di Save the Children in Yemen. ”Con l’ondata di violenza e il blocco de-facto stiamo lottando per ottenere aiuti sufficienti per chi ne ha più bisogno. La chiusura dell’ospedale sarebbe davvero devastante per i bambini di Sanaa e per le aree circostanti, e questa è solo la punta dell’iceberg. E’ fondamentale che medicine, forniture e carburante possano entrare nel paese, in caso contrario il numero di bambini che moriranno per  malattie altrimenti curabili non potrà che aumentare”.

Frattanto anche la ong Oxfam ha lanciato un appello a far cessare le violenze. Secondo i dati di Oxfam, dall’inizio del conflitto 21 milioni di persone non hanno accesso all’acqua, 1,5 milioni sono rifugiati, 4300 civili sono morti e un milione di bambini sono afflitti da malnutrizione. E tutto questo accade in un paese già duramente provato perché lo Yemen è da sempre il paese più povero del Medio Oriente.

(MNT, 1 settembre 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts