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Flying doctors di Amref negli ospedali del Kenya abbandonati da tutti

 

 

GARISSA – In Europa, e in generale nei paesi economicamente più ricchi, la presenza di personale medico e di idonee attrezzature sanitarie, come anche un semplice ecografo, è un’ovvia realtà. Lo stesso, tuttavia, non può dirsi per numerose altre parti del mondo, in cui i pazienti sono costretti ad attendere passivamente il proprio destino a causa dell’assenza di medici e strumenti diagnostici. È questa la realtà che contraddistingue migliaia di villaggi isolati dell’Africa, comunità a cui Amref Health Africa, da quasi 60 anni offre il suo aiuto e la professionalità dei suo ‘Dottori volanti’ (‘Flying doctors’).  Nei giorni scorsi Tommy Simmons, Fondatore di Amref Italia, si è recato all’ospedale rurale di Kakuma, nel Nord-Ovest del Kenya. Qui i Flying Doctors hanno portato conoscenze, competenze ed attrezzature per curare chi non può più permettersi di attendere.  In particolare sono stati forniti ecografi che serviranno un bacino di utenza molto vasto.

A Garissa, l’Ospedale Distrettuale, sopraffatto tre mesi fa dall’orrore della strage dell’Università,  assiste e cura ogni giorno centinaia di uomini, donne e bambini e per poter continuare a salvare loro la vita i ‘Dottori Volanti’ di Amref devono tornare a volare proprio lì, dove ora c’è carenza di personale sanitario e cure specialistiche. Amref, che ricorda l’impegno anche di tanti volti noti (da Giobbe Covatta a Pif) invita a non tarpare loro le ali, magari donando strumenti di primo soccorso, vaccini o garantire operazioni chirurgiche, o anche sostenere una intera missione dei Flying Doctors, di tre giorni in un villaggio, dove potranno portare aiuto ai bambini e alle popolazioni lontane dai centri di salute.
Il dottor Simmons  ha spiegato che a Garissa c’é una situazione esemplare di quanto sta avvenendo in gran parte del nord-est del Kenya e in tanti altri Paesi: a causa del terrorismo e di una violenza mirata chi può fugge, lasciandosi dietro ampie comunità con carenze sempre crescenti di professionisti essenziali. La settimana dopo l’attacco del 2 aprile all’Università, quando morirono oltre 140 studenti, più di 60 medici ed infermieri dell’ospedale della città hanno fatto i bagagli e se ne sono andati; molte scuole della contea hanno perso la maggior parte degli insegnanti; e dopo l’ultimo attacco più a nord, a Mandera, stanno scappando anche gli operai e i manovali.

L’economia di tutta quest’ampia zona sta patendo le conseguenze della violenza e i processi di sviluppo e di tutela sociale stanno saltando. Occorre capire l’impatto più profondo e a lungo termine del terrorismo e del radicalismo (che poi è il medesimo che controlla ampie zone della Somalia, della Nigeria, del Mali, della Siria, della Libia) e anche come le organizzazioni della società civile possono lavorare a sostegno del presente e del futuro di queste popolazioni.

(MNT,  2 settembre  2015)

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts