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Dal Kenya alla Somalia: Rahma, giovane profuga col sogno della medicina torna a casa

(di Maria Novella Topi) –  ROMA –  Tra i milioni di profughi che si muovono nel mondo fuggendo dai propri luoghi di origine c’è anche qualcuno che torna dopo aver vinto una personale sfida e con la speranza di realizzare in patria ciò che ha sognato da esule. La storia di Rahma, che aveva 13 anni quando ha cominciato la sua vita di migrante e che oggi ne ha 19, racconta proprio questo percorso di ritorno, che talvolta diventa realtà.

Il viaggio compiuto da Rahma, e narrato dall’Unhcr, comincia nel 2009 quando, costretta dalla guerra civile che si combatte da anni in Somalia, prende con la sua famiglia la strada del campo profughi di Dadaab, nel vicino Kenya, che viene considerato il più grande del mondo. Costruito nel 1991 come soluzione provvisoria per accogliere i primi fuggitivi delle guerre africane, è ora un’immensa città che si è trasformata nel tempo da tendopoli ad area abitativa vera e propria con case in calcestruzzo, scuole, negozi, alberghi.

Gestito dall’Unhcr ospita attualmente oltre 350 mila persone (95% delle quali somali) e alcuni mesi fa il governo del Kenya ha fatto sapere di volerlo chiudere perché avrebbe ospitato ideatori ed esecutori materiali dell’attacco di Al Shabaab a Garissa nel quale furono uccise 148 persone.19desk2-kenia-campo-profughi-dadaab-camp[1]

Quando arriva a Dabaab Rahma non sa né leggere né scrivere, ma, piena di entusiasmo e voglia di imparare volge in suo favore l’opportunità che le si offre: quella di studiare a magari di imparare anche un’altra lingua. Lei, giovane somala, comincia a sognare di tornare un giorno a casa e diventare medico. ”Quando sono arrivata a Dadaab – racconta adesso in un inglese che è divenuto fluente- ero felice, avevo un’opportunità. Ho cominciato a studiare con lena,  soprattutto biologia perchè sapevo mi sarebbe servita per diventare un buon medico”.

Anche per altri giovani profughi il campo – con tutti i suoi limiti – si è trasformato in un’opportunità: Rahma cita il caso di alcuni ragazzi che sono riusciti a partire per il Canada dopo aver fatto il salto di qualità con lo studio.

Oggi torna a casa con questi obiettivi: ”Sto leggendo un libro su alcuni medici sudafricani e ora voglio leggere, leggere e leggere per continuare i miei studi. A dio piacendo così riuscirò a realizzarmi”. Rahma infatti vuole completare gli studi a Mogadiscio e poi affrontare l’Università di medicina.

La ragazza dice di apprezzare quello che ha fatto il Kenya e il lavoro dell’Unhcr a Dadaab: ”L’Unhcr ci ha dato tutto, cibo, educazione, sicurezza, luce, libri…” e ora l’organizzazione sta aiutando chi vuole tornare nel suo paese a farlo. Finora dall’8 dicembre del 2014 3820 persone fuggite dalla Somalia vi sono tornate volontariamente con l’aiuto dell’Unhcr che offre anche un sostegno economico-finanziario per garantire un rientro sicuro e dignitoso.

Come succederà a Rahma che oltre all’aiuto degli umanitari ha potuto contare di certo anche sulla propria determinazione.

(MNT, 4 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts