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Gentiloni: definito il protocollo di sicurezza per i cooperanti italiani

(di Nerina Stolfi) ROMA – I cooperanti italiani che si recano all’estero “sono un vanto e una risorsa, non un problema”. Lo ha sottolineato il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, intervenendo mercoledì 9 settembre alla conferenza “La sicurezza è una cosa seria” promossa dalle reti di Ong, Aoi, Cini, Link 2007 con l’Unità di crisi della Farnesina e la direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri.

“Oggi – ha detto Gentiloni – viviamo, soprattutto nell’area del Mediterraneo, una realtà complessa e altamente pericolosa, che al tempo stesso esprime una forte domanda di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario. E’ evidente quindi la necessità di ridefinire tutti i parametri della preparazione e della sicurezza operativa dei cooperanti. Chi accetta questa sfida infatti non può essere definito ‘irresponsabile’, dal momento che la sua attività ha un altissimo livello di umanità e solidarietà di cui l’Italia è assai orgogliosa”.

“Un grande paese – ha continuato il titolare della Farnesina – va in soccorso dei suoi cittadini che finiscono in difficoltà all’estero”, ma ugualmente “è nostro dovere ridurre l’area dei rischi”. Per questo, ha spiegato il capo della diplomazia italiana, “abbiamo messo a punto un protocollo di sicurezza che definisce i rapporti tra le Ong e il ministero degli Esteri”, una serie di regole e di suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale.

Il testo si articola in quattro capitoli: ‘sicurezza del personale’, con indicazioni relative a ciò che si deve fare prima di partire e una volta giunti nel paese (suggerimenti per l’abitazione, gli spostamenti, le comunicazioni e le informazioni sanitarie); ‘norme di comportamento’ in generale e a seguito di calamità naturali (abbigliamento, relazioni personali, sequestri); ‘gestione delle crisi’, con un’illustrazione delle modalità di reazione a situazioni d’emergenza; ‘attività dell’Unità di crisi’, con una breve panoramica degli strumenti impiegati in situazioni d’emergenza (rischi Paese, multimessenger).

Il capo della Farnesina ha, infine, assicurato che “il governo è impegnato nell’incremento delle risorse destinate alla cooperazione già dalla prossima legge di stabilità. Tali risorse consentiranno all’Italia di tornare nel gruppo di testa della comunità internazionale anche nel campo della quantità oltre che della qualità della cooperazione, come merita il Paese”.

Nino Sergi

Nino Sergi

Alla conferenza erano presenti Nino Sergi, a nome delle Reti di Ong Aoi, Cini, Link 2007, Giampaolo Cantini, direttore generale Cooperazione allo sviluppo, Claudio Taffuri, capo dell’Unità di Crisi, Silvia Stilli (Aoi), Bruno Neri (Cini), Marco Rotelli (Link 2007). Le conclusioni sono stata affidate al segretario generale della Farnesina, Michele Valensise.

Secondo le diverse Ong, occorre favorire una sensibilità culturale diffusa, tale da scoraggiare iniziative basate unicamente sulla generosità personale, senza tener adeguatamente conto delle difficoltà che si possono creare, per sé e per altri. Va cioè enfatizzata l’etica della responsabilità anche rispetto alle conseguenze delle proprie scelte e la necessità di formazione al lavoro nei contesti difficili, specie se in teatri di guerra.

Se infatti alcuni hanno già acquisito una buona esperienza con attività solidaristiche e di cooperazione anche in contesti di conflitto, altri devono approfondire la cultura dell’emergenza e della gestione del rischio, a garanzia della sicurezza del personale. Esistono gruppi di volontariato o singoli cooperanti che, pur nella positività della solidarietà e fratellanza che esprimono, possono mettersi inavvertitamente in situazioni di rischio eccessivo se non inseriti o collegati a organizzazioni dotate di esperienza e conoscenza delle dinamiche politiche, sociali e religiose delle singole realtà.

L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare.

Michele Valensise

Michele Valensise

La sicurezza del personale e la gestione del rischio sono ormai assunti dalle Ong come temi prioritari che richiedono un approccio molto più attento e prudente che nel passato. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali.

L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato rigorosi codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire e minimizzare i rischi, anche in coordinamento con Ong internazionali le Agenzie dell’Onu presenti nei paesi. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori.

Il confronto tra Ong e Unità di Crisi del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci), rispettoso delle differenti finalità, può aiutare ad individuare le migliori ed efficaci modalità per poter coniugare sicurezza e azione umanitaria.

Le tre Reti delle Ong – Aoi, Cini, Link 2007 – hanno inoltre presentato alcuni principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong e le istituzioni del Maeci. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero.

Nel corso dell’evento è stata infine presentata la nuova guida sanitaria per espatriati a cura di Siscos.

(NS, 9 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts