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Dramma delle migrazioni, in marcia gli ‘uomini scalzi’ di tutta Italia

ROMA – Domani in tutta Italia, con decine di appuntamenti, migliaia di donne e uomini che ritengono quello all’esistenza un diritto irrinunciabile, marceranno scalzi e uniti per provare a fare sentire la loro voce. L’iniziativa, nata originariamente per portare gli ‘scalzi’ fino alla tribuna della Mostra del Cinema di Venezia, ha raccolto nel corso delle settimane e con l’accrescersi del dramma dei profughi di giorno in giorno, adesioni sempre più estese e convinte.10462456_877638528979567_898222837698381307_n[1]

Per un giorno, coloro che abitano nella parte più ricca e comoda del paese proveranno a togliersi le scarpe e a camminare come tanti migranti stanno facendo da mesi, nella convinzione che le donne e gli uomini che arrivano in Europa cercano un futuro e che è responsabilità di questa parte del pianeta  fare in modo che questo diritto sia loro garantito.

Lunaria e Cronache di ordinario razzismo che tra i primi hanno dato la loro adesione al progetto scrivono che: ”Noi tutte e tutti, donne e uomini dell’occidente, insegnanti, studenti, lavoratori, pensionati, disoccupati, attivisti, operatori del mondo dell’informazione, intellettuali, esponenti del mondo della cultura, possiamo e dobbiamo scegliere: tra l’egoismo, la disumanità, le diseguaglianze, l’odio, il razzismo e la xenofobia che generano sofferenze, dolore e morte e l’umanità, la pace, l’eguaglianza e la giustizia sociale.

Abbiamo un compito: quello di dissolvere l’ottusità, la cecità e la sordità dei vertici degli Stati europei. Spingendoli una volta per tutte a fermare le stragi che per mare e per terra hanno ucciso migliaia di donne, uomini e bambini. A offrire a queste donne e a questi uomini un’accoglienza dignitosa. A sostenere con interventi e mezzi adeguati la costruzione del loro futuro. A combattere in ogni spazio e in ogni luogo e con tutti gli strumenti possibili il dilagare della xenofobia e del razzismo”.

Nel manifesto della marcia – che si terrà in moltissime città italiane, dai capoluoghi di regione fino alle cittadine più piccole – si diche che:  ”E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno. Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.1438166314_55b8ae3a91154[1]

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze.

Per chiedere con forza i primi quattro necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:

1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature

2. accoglienza degna e rispettosa per tutti

3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti

4. creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.1135253-paolini[1]

 

Tra i primi firmatari ci sono:

Lucia Annunziata, Don Vinicio Albanesi, Gianfranco Bettin, Marco Bellocchio, Don Albino Bizzotto, Elio Germano, Gad Lerner, Giulio Marcon, Valerio Mastrandrea Grazia Naletto, Giusi Nicolini, Marco Paolini, Costanza Quatriglio, Roberto Saviano, Andrea Segre, Toni Servillo, Sergio Staino, Jasmine Trinca, Daniele Vicari, Don Armando Zappolini (CNCA,Mauro Biani, Fiorella Mannoia, Frankie Hi Nrg, Maso Notarianni, Ascanio Celestini, Amnesty International Italia, CGIL Nazionale, Emergency,Arci, Acli, Terres des Hommes, Mani Tese, Medici Senza Frontiere

(MNT,  10 settembre  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts