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Migrazioni: ecco le 5 priorità per Save The Children

 

ROMA – ”Come ha detto oggi Juncker nel suo discorso al Parlamento Europeo bisogna aumentare subito le quote di ricollocamento dei profughi giunti in Italia, Grecia e Ungheria, ma occorre allo stesso tempo stabilire un criterio permanente e strutturale per l’accoglienza e l’integrazione di profughi che continuano a fuggire da guerre, violenze, fame e dittature feroci, aree di crisi per le quali non esiste una soluzione immediata, e bisogna provvedere a programmi di reinsediamento di proporzioni ben più ampie, che ad esempio nel caso della Siria comprendano almeno il 5% dei rifugiati”, lo ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children.”Come ha sottolineato il Presidente della Commissione UE,abbiamo le risorse per agire concretamente a più livelli, dal salvataggio in mare al sistema di accoglienza e distribuzione dei profughi tra gli stati membri, dall’espansione dei programmi di richiesta di asilo e reinsediamento direttamente dai paesi di origine o transito agli interventi per contrastare all’origine le migrazioni forzate.  In ciascuno di questi aspetti devono essere previste concretamente priorità e misure specifiche per i bambini, siano essi soli o parte di gruppi familiari, in quanto soggetti maggiormente vulnerabili”.lampedusa[1]

Sono cinque, in particolare, i punti che Save the Children considera prioritari per l’intervento europeo, contenuti in un documento che l’organizzazione ha inviato ai parlamentari europei e ai ministri:

  1. Proseguire le operazioni di salvataggio in mare, perché salvare le vite umane resta la priorità
  2. Dare vita ad un sistema di accoglienza e protezione europeo, con standard che assicurino il rispetto dei diritti umani e della dignità e con una particolare attenzione dedicata ai bambini, i più vulnerabili
  3. Impegnare i Paesi Europei in un intervento organico di riallocazione dei profughi che giungono in Europa – a partire dall’accordo sulle quote oggi proposto da Juncker – e di reinsediamento di profughi direttamente dai paesi di origine o di transito, accogliendo ad esempio, nel caso della Siria, almeno il 5% dei rifugiati.
  4. Attivare strade sicure e legali, alternative ai trafficanti, per ottenere diritto di asilo in Europa, attraverso visti umanitari, il potenziamento delle procedure di ricongiungimento familiare, sempre a tutela del superiore interesse dei minori, scongiurando il ricorso a forme di detenzione, deportazione o respingimento
  5. Intervenire sulle cause primarie della crisi, rafforzando gli aiuti e la cooperazione e l’impegno diplomatico per la soluzione negoziata dei conflitti in Siria, Libia e in altri paesi.

Secondo le stime di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini e  tutelarne i diritti, dal 1 gennaio all’8 settembre 2015 sono arrivati via mare in Italia circa 122.380 migranti, tra cui almeno 12.120 minori. Tra questi ultimi, circa 3.400 sono accompagnati e in prevalenza siriani ed eritrei, mentre i minori non accompagnati sono almeno 8.715, principalmente eritrei, somali ed egiziani, ma anche originari di altri paesi dell’Africa sub-sahariana e occidentale.

Nei giorni scorsi Save the Children ha anche rilanciato l’hashtag #whyagain, invitando tutti a partecipare ad una forte mobilitazione per chiedere una risposta adeguata dell’Italia e dell’Europa.

(MNT,  11 settembre  2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts