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Da gennaio 432mila rifugiati e nella UE spaccature sempre più forti

GINEVRA – Sono quasi mezzo milione i rifugiati e i migranti arrivati in Grecia, Italia, Spagna e Malta dall’inizio dell’anno, oltre il doppio rispetto al totale registrato su tutto il 2014, secondo quanto riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). L’agenzia internazionale aggiunge: in questi primi mesi dell’anno, 2.748 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, soprattutto nel Canale di Sicilia. Nel frattempo in Europa la spaccatura si fa sempre più importante, con l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Polonia che confermano il loro no alle quote obbligatorie per la redistribuzione dei profughi.

Nel 2014 erano 197,940. Quest’anno, e solo fino al 10 settembre, sono più del doppio e precisamente 432,761: sono i rifugiati e i migranti giunti attraverso il Mediterraneo in Grecia, Italia, Spagna e Malta. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni riferisce anche i numeri paese per paese: 309.356 in Grecia, 121.139 in Italia, 2.166 in Spagna e 100 a Malta. Cifre record, come ha osservato il portavoce del Oim, Daniel Szabo, a cui si aggiungono i 2748 annegati.

Mentre i ministri degli Interni dei Paesi Ue si preparano a discutere lunedì 14 settembre del piano Juncker di redistribuzione obbligatoria di 120mila rifugiati, oltre a dare il via libero definitivo alla redistribuzione volontari di altre 40mila approvata questa settimana dal Parlamento europeo, in Europa il fronte del no all’accoglienza si fa sempre più solido.

"Trattati come animali". Le immagini di Michaela Spritzendorfer ritraggono i migranti in Ungheria chiusi in recinti con la polizia che lancia cibo (mascherine alla bocca)

“Trattati come animali” (Foto di Michaela Spritzendorfer)

I quattro paesi del gruppo Visegrad – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – hanno reiterato il no al sistema di quote elaborato dalla Commissione Ue, rinviando ai mittenti – l’ultimo è il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier – l’invito al ricollocamento obbligatorio. Non solo: Budapest fa sapere che dal 15 settembre chi varcherà il confine ungherese illegalmente sarà arrestato. L’11 settembre gli ingressi illegali nel paese sono stati 3601. Nei giorni scorsi, inoltre, è stato diffuso un video della volontaria austriaca Michaela Spritzendorfer che ritrae i migranti in Ungheria chiusi in recinti con la polizia che, con le mascherine sulla bocca, lancia loro il cibo. Tuona Spritzendorfer: “Trattati come animali”.

Sempre venerdì Vienna aveva chiuso parte dell’autostrada A4 al confine ungherese, che molti migranti cercavano di percorrere a piedi per raggiungere l’Austria. Bloccati per tutto il weekend anche i collegamenti ferroviari tra i due paesi per via del sovraffollamento sui mezzi e nelle stazioni: “La decisione di bloccare i collegamenti da e per l’Ungheria ha reso possibile stabilizzare la situazione nelle più grandi stazioni ferroviarie di Vienna”, ha comunicato la compagnia austriaca OeBB. Anche la Danimarca ha confermato che non parteciperà al sistema di ripartizione obbligatorio, ma il paese, come la Gran Bretagna, già gode di clausole di esclusione. Inoltre, avvisa Budapest, dal 15 settembre chi attraverserà illegalmente il confine verrà arrestato.

Il ministro delle finanze lussemburghese, Pierre Gramegna, presidente di turno dell’Ecofin, il consiglio economia e finanza dei 28 stati della Ue, ha detto che la crisi dei rifugiati potrebbe rappresentare “una situazione straordinaria” in relazione alle regole del patto di stabilità e crescita. “L’arrivo di migliaia di rifugiati – ha spiegato – avrà un impatto sul bilancio europeo così come sui bilanci nazionali. Abbiamo quindi chiesto alla Commissione di effettuare una analisi finanziaria ed economica sull’impatto di questa situazione, e valutare se l’emergenza immigrazione possa essere considerata una circostanza eccezionale nel quadro del Patto di Stabilità”. Il che significherebbe maggiore flessibilità sui conti nazionali.

(AS, 12 Settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts