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Human, il film di Yann Arthus-Bertrand che invita a riscoprirsi umani

"Human" (dal trailer)
Portrait Femme : CONTRERAS_Tomasa-PEROU © HUMAN The Movie

Portrait Femme : CONTRERAS_Tomasa-PEROU © HUMAN The Movie

NEW YORK – Due anni passati a intervistare 2020 uomini e donne in 60 paesi per accendere i riflettori sui mali del mondo, dalla povertà alle guerre, e trovarsi di fronte l’universo-uomo in tutta la sua potenza e fragilità. Human, l’ultimo film del fotografo e giornalista parigino Yann Arthus-Bertrand, già regista di Home e Planet Ocean, è un’esplorazione della natura umana, della profondità delle sue emozioni, così diverse, così universali. E’ un viaggio nella vastità dei costumi e delle abitudini dei popoli del mondo, i cui spazi, colori e paesaggi fanno da coprotagonisti. L’ambizioso docufilm è stato presentato sabato 12 settembre al festival del cinema di Venezia, in contemporanea con la proiezione alle Nazioni Unite e del lancio su Google.

“Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o negli studi, ma nell’uomo stesso”. Nelle sue oltre 2500 ore di riprese (sintetizzate in tre ore e mezzo di immagini), Arthus-Bertrand ha intervistato persone di tutto il mondo su temi come la gioia, il dolore, le relazioni umane e il senso della vita. Definisce il suo film “politico”, perché tratta di guerre, immigrazione, distruzione del clima, omosessualità e perché soprattutto “invita alla riflessione”.

Madagascar, ripresa dall'alto ("Human")

Madagascar, ripresa dall’alto (“Human”)

A dare voce all’umanità nel suo complesso, “la voce della Terra”, espressa dalle riprese dall’alto, “la voce della musica, linguaggio universale che trascende le emozioni, sublima le immagini e dà ritmo alla storia” e “la voce delle persone”. Tra le storie raccontate, quelle dei migranti di Calais, dei combattenti ucraini, degli operai del Bangladesh, dei contadini del Mali e dei condannati a morte negli Stati Uniti.

Il progetto no-profit, realizzato con i contributi delle Fondazioni Bettencourt Schueller e GoodPlanet, uscirà anche in 500 sale francesi, oltre che online in sei lingue, e verrà trasmesso dalle tv, università e Ong che hanno già aderito o aderiranno alla diffusione.

(AS, 12 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts