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Le statue di Snowden, Assange e Manning a Ginevra: “Omaggio alla libertà”

GINEVRA – L’artista italiano Davide Dormino porta a Ginevra, di fronte al Palazzo delle Nazioni Unite,  “Anything to say?” (“Qualcosa da dire?”), una scultura in bronzo che ritrae Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning a grandezza naturale, in piedi sopra una sedia. Accanto alle tre figure, una quarta sedia, vuota. “È un monumento al coraggio di tre persone che hanno detto no alla sorveglianza globale e alle menzogne. Hanno scelto di dire la verità”, ha spiegato Dormino che ha voluto così esprimere “la ribellione” dell’informatico statunitense talpa del Datagate, del fondatore di Wikileaks – rifugiato da oltre tre anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra – e dell’ex-soldato transgender, condannata per spionaggio a 35 anni di carcere.

(Immagine: "Anything to say?"

“Anything to say?”

La posizione presa dai tre “li ha trasformati in bersagli. Il loro coraggio gli è costato oggi la prigione o una vita da esiliati, un prezzo incredibilmente alto”, ha dichiarato Marco Benagli – uno dei promotori del progetto, nato anche grazie al giornalista e scrittore americano Charles Glass -, spiegando la necessità di un’opera che sia “omaggio alla libertà di espressione e di informazione”.

La quarta sedia rappresenta l’invito rivolto allo spettatore di mettersi in gioco, provare a capire cosa significa alzarsi e denunciare, la domanda di prendere atto dei fatti e agire: un esempio di “arte pubblica sulla libertà”, come l’ha definita l’autore. “L’arte può essere politica, ha il potere di far crescere le persone e cambiare il loro punto di vista. La sedia ha un doppio significato. Può essere comoda, ma anche un piedistallo su cui ergersi, avere una prospettiva migliore, imparare di più. Loro (Snowden, Assange e Manning, ndr) hanno scelto di stare in piedi sulle sedie del coraggio. Hanno fatto una mossa, nonostante comportasse visibilità e giudizi. Molti credono che siano traditori o terroristi ma c’è bisogno di coraggio per agire e alzarsi su quella sedia, anche se fa male”.

Nel frattempo di fronte al Palazzo delle Nazioni Unite a place des Nations, dove fino al 2 ottobre si terrà la sessione del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu, si fa già la fila per salire sul monumento, com’era già successo a Berlino e Dresda. A Ginevra l’opera resterà fino a venerdì 18 settembre, poi verrà portata a Parigi, al Beaubourg dal 23 al 29 settembre, ma il comitato svizzero di sostegno già auspica di poter ospitare l’istallazione a Ginevra, una volta terminato il tour dell’opera.

(AS, 14 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts