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Migrazioni: ong deluse da vertice paesi Ue, ”indecisi e lenti”

ROMA – Amarezza e delusione per i risultati del vertice europeo sulla crisi-migrazioni sono stati espressi da alcune organizzazioni umanitarie che si battono da tempo perché vengano prese le giuste decisioni  di fronte al dramma in corso in Europa.

Save the Children si è detta ”fortemente delusa per l’inaccettabile lentezza delle decisioni dei nostri leader europei”. Secondo Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children ”ieri a Bruxelles i  ministri Ue hanno fallito una volta di più nel prendere immediate e concrete misure per risolvere la crisi, mentre miglia di bambini soli o con le loro famiglie arrivati in Europa non sono assistiti in alcun modo o sono stipati in strutture di accoglienza assolutamente inadeguate e in alcuni casi inumane in Grecia e lungo la rotta balcanica. Siamo molto allarmati anche per i bambini intrappolati nel caos dovuto alla chiusura delle frontiere da parte di alcuni paesi europei e a seguito del quale migliaia di minori, anche piccolissimi, sono costretti a dormire all’aperto, esposti al rischio di ammalarsi e di essere vittime di trafficanti, violenze e sfruttamento. Sono i più vulnerabili, e sono già scampati miracolosamente alla morte in mare dove, secondo i dati diffusi è come se quest’anno ogni giorno avessero perso la vita 10 persone, alle quali si aggiungono le vittime del naufragio delle ultime ore nell’Egeo. L’Ue deve assolutamente agire”.vertice_ue_migranti_renzi_cameron_merkel_hollande_getty[1]

Save the Children propone quindi 5 cose da fare subito per fermare questa crisi umanitaria, e chiede all’Europa  in particolare di:

  1. Proseguire le operazioni di salvataggio in mare, perché salvare le vite umane resta la priorità
  2. Dare vita ad un sistema di accoglienza e protezione europeo, con standard che assicurino il rispetto dei diritti umani e della dignità e con una particolare attenzione dedicata ai bambini, i più vulnerabili
  3. Impegnare i Paesi Europei in un intervento organico di riallocazione dei profughi che giungono in Europa – a partire dall’accordo sulle quote oggi proposto da Juncker – e di reinsediamento di profughi direttamente dai paesi di origine o di transito, accogliendo ad esempio, nel caso della Siria, almeno il 5% dei rifugiati.
  4. Attivare strade sicure e legali, alternative ai trafficanti, per ottenere diritto di asilo in Europa, attraverso visti umanitari, il potenziamento delle procedure di ricongiungimento familiare, sempre a tutela del superiore interesse dei minori, scongiurando il ricorso a forme di detenzione, deportazione o respingimento
  5. Intervenire sulle cause primarie della crisi, rafforzando gli aiuti e la cooperazione e l’impegno diplomatico per la soluzione negoziata dei conflitti in Siria, Libia e in altri paesi.

Secondo le stime di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini e  tutelarne i diritti, dal 1 gennaio al 14 settembre 2015 sono arrivati via mare in Italia circa 122.530 migranti, tra cui almeno 12.175 minori. Tra questi ultimi, circa 3.410 sono accompagnati e in prevalenza siriani ed eritrei, mentre i minori non accompagnati sono almeno 8.760, principalmente eritrei, somali ed egiziani, ma anche originari di altri paesi dell’Africa sub-sahariana e occidentale.    Per moltiplicare la mobilitazione in rete sulla richiesta di una risposta immediata e forte all’Europa, Save the Children ha rilanciato anche l’hashtag #whyagain.

Da parte sua Loris De Filippi, presidente di Medici senza frontiere Italia ha detto che ”le discussioni in Europa continuano a focalizzarsi sulla protezione delle frontiere, la costruzione di centri di smistamento e la ripartizione di un numero simbolico di richiedenti asilo fra gli stati membri dell’UE. I ministri dell’UE si concentrano soprattutto sui numeri, ma dimenticano che le persone che arrivano in Europa non sono numeri ma persone con bisogni umani come acqua, cibo, alloggio, cure mediche e protezione. Sono questi i bisogni che devono urgentemente trovare risposta. L’inverno sta arrivando. Servono urgentemente ripari e luoghi sicuri, sia lungo le rotte migratorie che nei paesi di arrivo. Anche se il più ambizioso meccanismo di ripartizione proposto dalla Commissione fosse accettato, le persone non avrebbero comunque altra scelta che rischiare la propria vita per raggiungere l’Europa. L’Unione Europea deve offrire un’alternativa agli scafisti e costruire canali legali e sicuri per chi fugge. L’obiettivo ultimo deve restare quello di proteggere e salvare vite umane. Non c’è più tempo da perdere”.

Alla vigilia del vertice dei ministri dell’Interno, Medici Senza Frontiere aveva consegnato ai 28 leader europei – tra cui il presidente del Consiglio Renzi – una lettera aperta e un giubbotto di salvataggio tra quelli recuperati nelle operazioni di soccorso in mare, con la nostra richiesta di aprire vie legali e sicure per tutte le persone in fuga verso l’Europa.

(MNT,  16 settembre  2015)

 

 

 

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts