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Ambasciatore Formica: AIEA determinante nell’accordo nucleare con l’Iran

L'Ambasciatore Filippo Formica

VIENNA  – “L’Agenzia atomica è in prima fila nel verificare il rispetto dell’accordo sul nucleare iraniano e nel garantire la sicurezza atomica nel mondo”. Lo afferma l’Ambasciatore Filippo Formica, rappresentante permanente italiano presso le organizzazioni internazionali a Vienna, a margine dei lavori della 59esima Conferenza generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), in corso nella capitale austriaca, dove è stato eletto alla presidenza dei lavori. “Mi è stato conferito un incarico che è un riconoscimento per l’Italia, uno dei principali attori dell’Agenzia, di cui siamo tra i maggiori contributori. E’ inoltre notevole il numero di italiani che lavorano per l’AIEA, anche in posti sensibili, come il capo del team di ispettori impegnati in Iran,  un ingegnere italiano”.

“Più in generale – continua l’Ambasciatore – l’Italia è molto impegnata nel promuovera la sicurezza nucleare, nella sua duplice accezione di “safety” e “security”, ovvero sul fronte dell’uso sicuro dell’energia nucleare (safety) e su quello della protezione degli impianti e dei materiali nucleari da atti dolosi (security). Abbiamo competenze altamente qualificate che ci rendono estremamente utili al raggiungimento degli obiettivi dell’AIEA, ovvero garantire la sicurezza nucleare e prevenire la proliferazione di armi atomiche nel mondo”.

L’AIEA avrà il delicato compito di verificare l’attuazione dell’accordo sul nucleare iraniano raggiunto lo scorso luglio. Che cosa ci può dire?

Siamo a metà del dibattito della Conferenza, ma la stragrande maggioranza degli Stati riconosce l’importanza di questo accordo, il cui obiettivo è garantire la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano. L’AIEA avrà un ruolo centrale attraverso ispezioni che riguarderanno anche attività passate del programma nucleare di Teheran”.

In apertura dei lavori della Conferenza Lei ha citato il contributo che l’utilizzo di tecnologie nucleari applicate alle cure mediche, può dare al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Che cosa l’AIEA può fare?

“La cooperazione nelle applicazioni nucleari è l’altro grande filone delle attività dell’Agenzia insieme alla sicurezza: sono colonne portanti che si sostengono vicendevolmente. Ho voluto attirare l’attenzione di tutti i partecipanti sul fatto che in numerose regioni del mondo, nei Paesi in via di Sviluppo, non esistono servizi per affettuare radiografie e trattamenti anti-tumorali come la radio-terapia. E’ inaccettabile”.

Anche il direttore generale dell’AIEA Yukiya Amano ha parlato dell’uso delle tecnologie dell’AIEA ai fini di soccorso e salute, come è avvenuto in Nepal dopo il terremoto e in Africa nel contrasto all’Ebola. Qual è il suo auspicio?

“L’AIEA può dare un grosso contributo nella diffusione di queste tecnologie a fini umanitari. Ritengo che sia uno degli obiettivi da perseguire nei prossimi anni. Già oggi l’AIEA offre un contributo importante collaborando su una gamma di attività che vanno dalla sicurezza alla ricerca oceonografica ed idrologica, dalla lotta al cambiamento climatico alle attività di contrasto di malattie ed epidemie”.

L’AIEA ha diffuso un rapporto sull’incidente di Fukushima Dai-ichi, ce ne parla?

“Il rapporto è molto completo e offre un contributo significativo alla 59ma Conferenza. La sicurezza deve essere sempre al primo posto. Le attività che controllano il rispetto delle misure di sicurezza devono essere potenziate e rese indipendenti. E’ molto importante il ruolo della “cultura delle sicurezza”, nella cui promozione l’Italia è impegnata. E’ necessario che siano maestranze altamente addestrate a svolgere le mansioni di sicurezza nucleare. La “cultura della sicurezza” deve diventare priorità per tutti coloro che operano in questo settore. In Italia abbiamo creato a Trieste la prima Scuola internazionale per la sicurezza nucleare. Alcuni delegati hanno ricordato che i loro tecnici si sono recati a Trieste per perferzionarsi nel campo della sicurezza nucleare”.

Come sta procedendo la Conferenza?

“Il clima è estremamente costruttivo. Una difficoltà consiste nel gestire una macchina molto complessa, in quanto sono presenti quasi tremila persone e bisogna organizzare efficacemente il lavoro. Finora siamo riusciti a evitare conflitti, spero che questa atmosfera di collaborazione continui, anche perché la Conferenza in corso a Vienna è la prima conferenza internazionale dopo quella tenutasi a New York lo scorso maggio sulla revisione del TNP (Trattato di Non proliferazione nucleare), che si è conclusa senza un accordo. E’ quindi importante che la conferenza in atto  crei le condizioni affinché la collaborazione tra i vari Paesi sia ripristinata. Resta aperta la questione relativa alla costituzione di una ‘zona de-nuclearizzata e priva di armi di distruzione di massa’ in Medio Oriente, che l’Italia sostiene così come l’Unione Europea. Il quadro regionale non è favorevole ma il nostro lavoro continua”. (FM, 18 settembre 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts