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Nigeria: per Unicef in 5 mesi costretti alla fuga da Boko Haram 500 mila bambini

Civilians who fled their homes following an attack by Islamist militants in Bama, take refuge at a school in Maiduguri, Nigeria, Tuesday, Sept. 9, 2014. Fleeing residents say Boko Haram fighters are patrolling 50 kilometers (32 miles) of the main road between two of several towns the Islamic extremists have seized in a 200-mile (320-kilometer) arc running alongside northeast Nigeria's border with Cameroon. (AP Photo/Jossy Ola)

ROMA – Non ci sono solo la Siria e i viaggi nel Mediterraneo a rendere drammatica la vita dei minori: in Nigeria e in alcuni paesi vicini ad aggravare la situazione è il continuo incremento di attacchi da parte dei fondamentalisti islamici di Boko Haram.  Lo denuncia l’Unicef secondo il quale negli ultimi 5 mesi, un sensibile incremento degli attacchi del gruppo armato ha costretto alla fuga 500.000 bambini, portando a 1,4 milioni il numero totale dei bambini che si spostano nel nordest della Nigeria e nei paesi vicini.”Ognuno di questi bambini che fugge per salvare la propria vita è un’infanzia spezzata”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Centrale e Occidentale.3577boko_haram[1]

Solo nel nord della Nigeria, circa 1,2 milioni di bambini  – oltre la metà dei quali sotto i 5 anni – sono stati costretti a lasciare le proprie case. Altri 265.000 bambini sono stati costretti a fuggire in Camerun, Ciad e Niger. ”È veramente preoccupante vedere che i bambini e le donne continuano ad essere uccisi, rapiti e usati per trasportare bombe”, ha aggiunto Fontaine.

Insieme con i governi e i partner in tutti e quattro i paesi colpiti, l’UNICEF ha ampliato le sue operazioni salvavita a migliaia di bambini e alle loro famiglie colpiti dalle violenze. Secondo le cifre fornite dall’organizzazione per l’infanzia all’inizio dell’anno:

  • – Oltre 315.000 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo;
  • – Più di 200.000 persone hanno ricevuto accesso ad acqua pulita;
  • – Circa 65.000 bambini sfollati e rifugiati hanno avuto accesso all’istruzione e hanno continuato ad studiare grazie alla distribuzione di materiali scolastici;
  • – Circa 72.000 bambini sfollati hanno ricevuto supporto psicologico;
  • – Circa 65.000 bambini sotto i 5 anni hanno ricevuto cure per malnutrizione acuta grave.

Tuttavia, l’appello lanciato dall’Unicef per la risposta umanitaria nella regione del Lago Ciad è ancora sotto-finanziato. L’Unicef ha ricevuto solo il 32% dei 50,3 milioni di dollari richiesti quest’anno. A causa di questo deficit, oltre 124.000 bambini colpiti dal conflitto devono ancora essere vaccinati contro il morbillo, più di 83.000 non hanno ancora accesso ad acqua potabile e oltre 208.000 non vanno a scuola. ”Con un incremento del numero di rifugiati e risorse non sufficienti, la nostra possibilità di distribuire aiuti salvavita sul campo è seriamente compromessa”, ha continuato Fontaine. che ha lanciato l’allarme: ”’Senza ulteriori aiuti, centinaia di migliaia di bambini che hanno bisogno di aiuto non avranno accesso a cure mediche di base, acqua pulita e istruzione”.

(MNT,  18 settembre 2015)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts