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Yahya: adolescente rifugiato attraversa Africa e raggiunge Catania

Yahya davanti al ristorante 11, di Catania, dove lavora. Fonte UNHCR/ Stefano Bucciarelli

NEW YORK  – In uno dei momenti storici più tragici dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la crisi nel Mediterraneo richiede, adesso come mai, l’attenzione di tutto il mondo: dei media, dei leader politici, e dei cittadini.

Ecco perché storie come quella di Yahya e la sua fuga da una vita di povertà e crudeltà in Gambia sono esempi scioccanti, di fronte ai quali la comunità internazionale non può fare alto che fermarsi a riflettere sui propri obblighi morali e legali.

Pubblicata dal blog dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR Tracks), la storia di Yahya non é diversa da quella di molti altri ragazzini rifugiati. Ma, a differenza loro, Yahya ha avuto la possibilità di riscattarsi, che molti invece non hanno avuto.

Rimasto senza mamma all’età di 13 anni, Yahya era costretto a lavorare come pastore nei campi fin dall’età di quattro anni. Con un padre violento, che gli impediva di frequentare la scuola e gli amici, Yahya non aveva altra possibilità. A 15 anni decide di abbandonare la ”casa”, se di casa si può parlare, e di trovare un ”rifugio” più sicuro e felice per lui.

Lasciato il Gambia a piedi, cammina di notte fino al confine con il Senegal, dove una macchina di passaggio lo accoglie e lo lascia nel Mali. Da li, dopo aver lavorato come giardiniere per qualche tempo, raggiunge il Senegal ed infine la Libia, in autobus.

Yahya viene rapito da dei trafficanti libici e costretto, prima alla prigionia, e poi ai lavori forzati per un anno. Una notte, nel buio, e solo con il grande coraggio rimastogli nell’animo, Yahya si imbarca su un gommone, vedendo per la prima volta il mare.

Stipato in mezzo a più di 113 persone in fuga dalla Libia, dopo tre giorni nel Mediterraneo, Yahya viene salvato dalla Guardia costiera italiana, e portato in salvo a Priolo, in provincia di Siracusa.

Yahya in cucina al lavoro al ristorante 11. Fonte: UNHCR/ Stefano Bucciarelli

Yahya in cucina al lavoro al ristorante 11. Fonte: UNHCR/ Stefano Bucciarelli

Da lì, ha la chance che molti adolescenti scappati senza famiglia in terra straniera non sempre trovano: sopravvissuto, e grazie all’aiuto di un’avvocato del posto, e di una volontaria, Yahya trova lavoro in un ristorante di Catania e comincia la sua nuova vita.

Per leggere la storia di Yahya originale, pubblicata in inglese sul sito UNHCR tracks clicca qui:

http://tracks.unhcr.org/2015/09/yahyas-escape/

Track é il blog della UNHCR che racconta gli eventi della vita di coloro che sono scappati dalla guerra in Siria, e dalla povertà e dei conflitti in Africa, e nel Medio Oriente.

Per leggere altre storie e visitare il sito di Tracks clicca qui:

http://tracks.unhcr.org/stories/

(VI, 21 Settembre, 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts