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Migrazioni: per Save The Children arrivati in Serbia +66% di minori non accompagnati

A little boy sleeps while he and other migrants and refugees wait for buses in Nickelsdorf, Austria Sunday, Sept. 13, 2015. Hundreds of thousands of Syrian refugees and others are still making their way slowly across Europe, seeking shelter where they can, taking a bus or a train where one is available, walking where it isn't. (ANSA/AP Photo/Ronald Zak)

ROMA – Ancora una volta le cifre delle organizzazioni umanitarie sulle migrazioni e in particolare quelle che riguardano i minori, lasciano stupefatti. Save The Children ha messo stavolta sotto osservazione il flusso migratorio degli ultimi mesi verso il centro Europa, soprattutto in Serbia. Tra luglio e agosto – afferma ha ong – si è registrato un incremento del 66% negli arrivi di minori non accompagnati, che si trovano in condizioni di salute sempre più difficili e precarie. Tra gli oltre 130 mila profughi arrivati nel Paese dall’inizio dell’anno, ci sono infatti 25mila bambini, dei quali oltre 5700 sono soli, circa uno su quattro, e sono i più vulnerabili e a rischio di tratta e sfruttamento.rifugiati-migranti-croazia007-1000x600[1] Questo l’allarme lanciato dell’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, che sta operando in Italia, Grecia e Turchia con programmi a favore dei minori migranti. ”Centinaia di bambini arrivano qui ogni giorno esausti e molti di loro si sono ammalati per le difficili condizioni che hanno incontrato durante il viaggio. La chiusura della frontiera da parte dell’Ungheria ha spaventato ulteriormente le loro famiglie che non sanno dove andare e cosa ne sarà di loro”, denuncia Andrea Zeravcic, Direttore di Save the Children nell’area Nord-Ovest dei Balcani. ”Sono fuggiti da sofferenze inimmaginabili e hanno rischiato la vita per arrivare qui. I leader europei hanno il dovere di aiutarli”.

La maggior parte dei rifugiati giunti attualmente in Serbia arrivano dalla Siria, mentre il 15% proviene dall’Afghanistan, il 5% dall’Iraq, il 2% dal Pakistan e il 2% dalla Somalia. Migliaia di loro sono entrati dalla Croazia nelle ultime 48 ore in seguito alla chiusura del confine ungherese avvenuto all’inizio di questa settimana e stanno continuando il loro viaggio verso la Slovenia per raggiungere gli altri paesi europei. In questo momento la Croazia ha chiuso sette degli otto valichi di frontiera con la Serbia e non ci sono al momento percorsi alternativi certi che possano essere intrapresi dai profughi. Si prevede che il numero dei profughi possa aumentare ancora proprio a causa del passaggio obbligato attraverso la Serbia per raggiungere le loro mete di destinazione in Europa.

Le strutture di accoglienza in Serbia sono assolutamente insufficienti a far fronte ad un flusso senza precedenti  – denuncia Save the Children – e questo espone in particolare i bambini, che sono i più vulnerabili, a gravi rischi: ci sono infatti solo 920 posti letto in cinque centri di asilo, più altri 26 in un centro temporaneo al confine con la Macedonia, e tende per 800-1000 persone a Kanjiza.

(MNT,  22 settembre  2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts