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“Peace & Food”, come la cooperazione aiuta la pace in Colombia, Palestina e Mozambico

Da sinistra, Mario Raffaelli, Luìs Fernando Gomez e Chiara Piva al convegno Peace & Food (Foto OnuItalia,com)

MILANO EXPO (di Francesca Morandi) – Le esperienze di cooperazione in Colombia, Palestina e Mozambico sono state al centro del convegno “Peace & Food: il modello cooperativo per la coesione sociale”, che si è tenuto oggi a Cascina Triulza, padiglione della società civile a Expo Milano. Introducendo i lavori della conferenza, organizzata da Coopermondo in collaborazione con la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano e Confcooperative, Cristiano Maggipinto, capo ufficio IX della Direzione della Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), ha evidenziato come “la sicurezza alimentare non può essere garantita se parallelamente non si promuove una cultura di pace che il modello cooperativo diffonde e mette in atto”.

“Gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile che le Nazioni Unite si apprestano a rilanciare guideranno l’azione della cooperazione internazionale nei prossimi 15 anni – ha continuato Maggipinto – e non possono prescindere dal modello cooperativo che porta frutti anche in situazioni di alta conflittualità dove contribuisce a pacificazione e stabilizzazione”.

Cristiano Maggipinto (Foto OnuItalia.com)

Cristiano Maggipinto (Foto OnuItalia.com)

“Grazie al modello cooperativo abbiamo ottenuto risultati straordinari nella regione di Antioquia, una delle più popolose della Colombia, soprattutto nella municipalità di Granada, particolarmente colpita dalla violenza della guerriglia, che ha portato alla fuga di migliaia di persone”, ha raccontato Luìs Fernando Gomez di Confecoop di Antioquia, dove “abbiamo creato 100 cooperative di risparmio e credito soprattutto per il lavoro agricolo, di cui fanno parte 97mila associati e fondi per 188 milioni di pesos colombiani”.

“Oggi – ha continuato – i contadini di Antioquia contano su risparmi complessivi di 7 milioni di pesos, quando 15 anni fa, all’inizio del nostro progetto, ne possedevano zero”. “Ci siamo anche occupati di creare residenze per sfollati, ricostruzione di scuole, campi sportivi”, ha detto ancora Gomez citando anche l’esperienza della cooperativa Coingra, finalizzata al disagio psico-sociale, “una delle poche al mondo dedicata ai bambini”.   “Erano proprio loro, traumatizzati dagli orrori della guerriglia, sui quali dovevamo puntare – ha precisato Gomez -, così nel 2002 è nata Coingra, oggi formata da 22 giovani con meno di 17 anni, che gestiscono fondi per un valore di oltre 5 milioni di pesos e si occupano anche di formazione finanziaria agli agricoltori”.

A raccontare l’esperienza in Palestina è stata Chiara Piva di Federcasse, che ha illustrato il progetto “Start Up Palestina”, rivolto alle piccole e medie imprese palestinesi, ai quali è stata offerta formazione e supporto finanziario. “Abbiamo operato in un contesto difficile in quanto sulla struttura economica palestinese gravano pesantemente le autorizzazioni necessarie a qualsiasi tipo di attività e la mancanza di movimento di persone, beni e servizi, oltre al controllo su risorse vitali come terra e acqua”. “Il nostro obiettivo è contribuire a ridurre i livelli di disoccupazione in Palestina e sostenere la generazione di reddito: finora abbiamo innalzato il livello di consapevolezza del modello del credito in un territorio, la Palestina, dove i conti correnti bancari sono il 24%”, ha spiegato Piva osservando che “nei nostri progetti vediamo sedere a uno stesso tavolo e collaborare musulmani, cristiani e samaritani”.

Nel suo intervento Mario Raffaelli, già delegato del governo italiano per il processo di pace in Mozambico e oggi presidente Italia di Amref, ha evidenziato che “dopo la firma di un accordo di pace, si tende a sottovalutare la fase post-conflitto, abbandonando le parti avverse, il che porta a una riesplosione delle ostilità”.  “La fase post-conflitto in Mozambico è stata seguita anche attraverso il modello cooperativo – ha continuato Raffaelli – che ha contribuito a creare una ‘palestra democratica’ per le due fazioni che per 15 anni si erano combattute”.

“La cooperazione si presenta come una delle vie più efficaci per garantire l’accesso al cibo alle popolazioni – ha evidenziato il direttore di Coopermondo-Confcooperative, Danilo Salerno – grazie alla capacità di coinvolgere i cittadini nello sviluppo economico e sociale dei territori”.  Terminato l’evento sono stati firmati accordi internazionali tra Coopermondo e alcune agenzie ministeriali colombiane per rafforzare il ruolo delle cooperative nel Paese sudamericano. (FM, 23 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts