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Papa Francesco a East Harlem. I fedeli: “Riapra le nostre chiese”

Chiesa "Nostra Signora Regina degli Angeli"

(di Anna Serafini)

NEW YORK – “Bienvenido a East Harlem, papa Francesco. Por favor Abra Nuestra Iglesia”. Proprio dal lato opposto all’ingresso della Scuola elementare di Our Lady Queens of Angels, dove il Pontefice farà visita domani mattina, c’è una piccola chiesa dedicata all’omonima Signora, da cui prende il nome l’istituto. La “Nostra Signora Regina degli Angeli”, fondata nel 1886 dai Frati Cappuccini, dopo aver accolto una significativa presenza di immigrati tedeschi, per diversi decenni dagli anni Trenta è stata il punto di riferimento della comunità italiana a New York, con funzioni celebrate anche nella lingua natale, finché il quartiere è diventato casa dei latino-americani nella Grande Mela, che l’hanno ribattezzata “Nuestra Señora Reina de los Ángeles”.

Sul portone d’ingresso il 23 settembre sono attaccati dei messaggi per il pontefice. In inglese e spagnolo dicono: “Benvenuto a East Harlem, papa Francesco. Per favore, riapra la nostra Chiesa”. A otto anni dalla chiusura dei battenti decisa dall’allora arcivescovo di New York, il cardinale Edward Eagan, i parrocchiani non si rassegnano e continuano a lottare per la riapertura.

A loro si uniscono i fedeli della “Nostra Signora della Pace”. Mercoledì hanno portato la sagoma di un “ottimista” papa Francesco di fronte i portoni dell’ex chiesa italiana. Al collo, una fascia azzurro mariano con su scritto “Our Lady of Peace Church”. La loro è una delle 31 parrocchie chiuse dall’arcidiocesi newyorkese il 31 luglio 2015, quando 112 sono state fuse in 55.

DSC_0728“Se papa Francesco, un uomo così buono e umile sapesse di queste azioni e della sofferenza di noi fedeli, sicuramente prenderebbe una posizione forte. Il 25 settembre farà visita ai bambini della scuola di Nostra Signora Regina degli Angeli, sulla strada precedente, ma non credo lo porteranno qui: è una situazione imbarazzante”, racconta sul piazzale di fronte la chiesa Janice Dooner Lyunch, di radici italo-irlandesi, affezionata alla parrocchia di Upper East Side.

“Mia nonna era di Mazara del Vallo, Sicilia, mio nonno di Caneso, vicino Parma, si sono conosciuti in America e si sono sposati nella chiesa di ‘Nostra Signora della Pace’ nel 1922, tre anni dopo la sua fondazione, da parte di immigrati italiani, i cui discendenti continuano a frequentare la parrocchia”. Parla al presente Lyunch, per cui la questione non è ancora chiusa. Oltre le veglie, i rosari e le candele accese sulle scalinate d’ingresso “per continuare a mantenere le persone unite”, è pronta a fare battaglia: riferisce che insieme ai fedeli di altre 13 chiese (nove toccate dalla chiusura del 31 luglio, le altre da cicli precedente), hanno presentato ricorso in Vaticano a dicembre 2014, dopo aver saputo della decisione di serrare le porte il mese precedente. “Avremo risposta dalla Congregazione per il Clero nella prima metà di novembre. Se non dovesse essere positiva, ci rivolgeremo al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica”. L’idea di cambiare chiesa non le sfiora neppure la mente.

“I vertici del Cattolicesimo americano sono strangolati dal tentativo di mantenere il gigante del cattolicesimo istituzionale che abbiamo ereditato negli anni Quaranta e Cinquanta. Siamo sfiniti dalla manutenzione e abbiamo dimenticato la nostra missione, per non parlare del Mistero e del messaggio”, aveva dichiarato l’arcivescovo Timothy Dolan al giornalista John Allen, come riportato nel libro “A people of Hope”, pubblicato nel 2011. Alla radice delle chiusure, dunque, ci sarebbero diverse motivazioni: un problema economico (troppe spese rispetto le entrate), una diminuzione delle vocazioni e un “cambiamento demografico”. Sempre meno giovani – anche quelli provenienti da famiglie cattoliche – partecipano alla vita parrocchiale e alle messe, frequentate per la maggior parte da anziani: a New York, la percentuale dei cattolici praticanti è del 12%.

Ma Lyunch accusa: “avevamo un sacerdote, e proprio qualche anno fa avevamo fatto delle ristrutturazioni in chiesa sostenute in larga parte anche col contributo dei fedeli. A quanto so, nelle casse c’erano 400mila dollari. Forse la proprietà vale di più?”

Squarcio East Harlem

Squarcio East Harlem

Di vendite immobiliari non si è parlato ufficialmente. Ciò che è certo, è l’attesa, almeno da parte dei parrocchiani, del verdetto della Congregazione del Clero a novembre e, più a breve termine, di venerdì 25, quando la “Nostra Signora della Pace” verrà riaperta in via eccezionale per un matrimonio fissato prima della chiusura. “Per quell’occasione, faremo pulizia, toglieremo le candele e fiori sulla scalinata per assicurare agli sposi la cerimonia che meritano”, che è se non altro l’occasione per rimettere piede nel luogo di culto tanto caro. (AS, 24 settembre 2015).

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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