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OMS: Bustreo, pensare alle donne in mondo che invecchia

Flavia Bustreo

WASHINGTON – Italia paese di “vecchi’ in un mondo che sta invecchiando.  Entro il 2050 raddoppierà il numero degli over 60 nel mondo – da 900 milioni di oggi a due miliardi – con l’Italia paese “piu’ vecchio” in Europa, mentre già entro il 2020 i “seniors” supereranno in numero i bambini di cinque anni. Lo rivela un rapporto
sull’invecchiamento dell’organizzazione mondiale della sanità presentato a Washington alla vigilia della Giornata Internazionale degli Anziani che invita a prestare particolare attenzione alla salute delle donne anziane.

A curare il dossier, pubblicato nei giorni in cui all’Onu sono in discussione i nuovi obiettivi dell’agenda 2030 e intitolato World report on ageing and health e’ stata l’italiana Flavia Bustreo, Vice-Direttore dell’organizzazione per dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini. “L’agenda globale di sviluppo deve adottare cambiamenti in linea con una societa’ piu’ anziana pensando in particolare alle donne che costituiscono la porzione piu’ consistente degli ‘over 60′”, ha detto  la Bustreo, secondo cui, contrariamente a quanto si pensi, ci sono poche prove a dimostrazione che la terza eta’ di oggi sia vissuta più in salute rispetto alle generazioni precedenti: “I
70 anni non sembrano ancora essere diventati i nuovi 60. Ma potrebbe essere così. Anzi, dovrebbe essere così”.

L’Italia, grazie a fattori come l’accessibilità universale e l’alto livello del sistema sanitario tra cui anche i buoni risultati raggiunti nella salute materno-infantile, e’ al secondo posto per numero di anziani al mondo con il il 21,4% degli “over65” e il 6,4% “over80”. Per numero di anziani il nostro paese e’ secondo solo al Giappone, ma primo in Europa davanti a Germania e Portogallo anche se Ma nei prossimi 20 anni circa anche Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana come quella del Giappone.

Il rapporto rivede lo stereotipo degli anziani come persone fragili e dipendenti. Il rapporto punta i riflettori in particolare sulle donne anziane: sono la maggioranza dei “senior citizens” e garantiscono gran parte della cura familiare per coloro che non possono più prendersi badare a se stessi. “Avendo lavorato spesso in casa, le donne più anziane possono avere minori pensioni e sussidi, minor accesso alle cure sanitarie e ai servizi sociali rispetto agli uomini. Le donne anziane hanno anche un rischio maggiore di abusi e, in generale, peggiori condizioni di salute”, ha spiegato la Bustreo.

In questa luce l’OMS chiede ai servizi sanitari di riallineare le prestazioni per far fronte alle patologie croniche degli anziani, in particolari delle donne: “Guardando
al futuro, dobbiamo apprezzare l’importanza dell’invecchiamento nella vita delle donne, in particolare nei paesi più poveri”, afferma la Bustreo: “Abbiamo bisogno di pensare molto di più a come garantire la salute delle donne durante tutta l’arco della
loro vita”.

Un focus particolare va dato anche all’ambiente di vita, cruciale per assicurare agli anziani un “healthy aging”. L’OMS chiede di renderlo più piacevole e fruibile seguendo esempi concreti di “best practices” che si possono trovare nella rete globale  delle Città e dei Comuni Amici degli Anziani che comprende attualmente oltre 280 città, in 33 Paesi: in Italia c’e’ già Udine e altre, come Roma che ha avviato le pratiche nel 2013, potrebbero seguire presto. (AB, 30 settembre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts