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#Unite4Heritage: musei Usa e Dipartimento di Stato in campo per salvare Siria da razzie

(di Italia Dagnini Brey*)

NEW YORK – “La pace tornerà un giorno in Siria e noi dobbiamo essere pronti per quel momento,” dichiara Thomas Campbell, direttore del Metropolitan Museum di New York, in apertura del convegno Conflict Antiquities: Forging a Public/Private Response to Save the Endangered Patrimony of Iraq and Syria, tenutosi il 29 settembre al Metropolitan e promosso dallo stesso museo newyorchese e dal Dipartimento di Stato americano nei giorni in cui il tema e’ di attualità all’Assemblea generale dell’ONU. Le parole di Campbell, “sguardo lucido sul presente e preparati per il futuro,” riassumono l’obiettivo del simposio che riunisce in due sedute serrate rappresentanti del Dipartimento di Stato, della Giustizia e dell’Homeland Security, archeologi del Vicino Oriente ed esponenti del settore privato, da Christie’s a eBay.

L’archeologo Michael Danti dell’American Schools of Oriental Research (ASOR) raccoglie da due anni prove ‘dal campo’ delle razzie di reperti archeologici da parte di Isis. I furti di Isis sono determinati dalle richieste di mercato: piccoli bronzi, sigilli, monete e manoscritti, fotografati con iPhones dai contrabbandieri di antichità, raggiungono i mercati internazionali lungo le stesse rotte dei migranti, a eccezione della Bulgaria, che funge da grande centro di raccolta di questi materiali clandestini. La raccolta dati di Danti e dell’ASOR è finanziata da due anni dal Dipartimento di Stato che dal 2014 a oggi ha versato 1,5 milioni di dollari a questo scopo.

Come rivela per la prima volta al convegno Andrew Keller del Dipartimento di Stato, che il commercio clandestino di antichità sia una fonte di finanziamento delle attività terroristiche di Isis è stato confermato dai materiali trovati durante il raid del 15 maggio 2015 delle US Special Forces per catturare il leader di Isis Abu Sayyaf. I documenti dimostrano come Isis non solo impieghi propri uomini ma rilasci licenze di furto ad altri e riscuota il 20% di tasse da chiunque eserciti commercio clandestino di antichità. “Fermare l’offerta di questi oggetti è difficile, mentre si può lavorare sulla domanda da parte del mercato,” dichiara Keller, osservando che Isis controlla 5000 siti archeologici in Iraq e Siria.

Ilaria Dagnini Brey

Ilaria Dagnini Brey

“Ognuno ha un suo ruolo da svolgere,” dice Keller riassumendo lo spirito e lo scopo del convegno. Anthony Blinken, Deputy Secretary of State, illustra “Rewards for Justice,” il programma  dotato di 5 milioni di dollari che sollecita informazioni sulle razzie di Isis. Lev Kubiak, dell’Homeland Security, invita storici dell’arte e archeologi e il settore privato a mettere a disposizione la loro expertise in uno sforzo comune per sconfiggere il contrabbando della ricchezza culturale di un popolo. “E’ immorale fare commercio illegale di opere d’arte,” conclude il direttore dell’UNESCO Irina Bokova. “Queste sono antichità macchiate di sangue.” (29 settembre 2015)

*Italia Dagnini Brey e’ autrice di “Venus Fixers”, un saggio sui Monuments’ Men in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale (The Venus Fixers: The Remarkable Story of the Allied Monuments Officers Who Saved Italy’s Art During World War II)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts