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Gentiloni: “spiragli” per Siria e per Libia; migrazioni, focus su Corno d’Africa

NEW YORK- Riunione chiave sulla Libia venerdì 2 ottobre all’Onu: presieduta da Ban Ki-moon, coordinata dal rappresentante speciale del segretario generale, Bernardino Leon,  e con la partecipazione del segretario di stato americano John Kerry e del suo collega italiano Paolo Gentiloni, vedrà la partecipazioni dei due schieramenti libici. L’obiettivo: superare le ultime difficoltà e arrivare a un governo di unità nazionale. “Non è un passaggio facile, anche se l’80 per cento del lavoro è già stato concluso” ha commentato il ministro degli esteri Gentiloni durante una conferenza stampa a New York.

Per la Libia si aprono spiragli e di spiragli sin parla anche per la Siria. A conclusione della “maratona diplomatica” dell’ultima settimana al Palazzo di vetro, caratterizzata dalla visita del Papa, dal summit sullo sviluppo sostenibile, dall’apertura della 70ma sessione dell’Assemblea generale e da un numero infinito di incontri bilaterali e multilaterali al massimo livello (compreso il vertice Obama-Putin),  Gentiloni ha riassunto le prospettive che si aprono su una serie di dossier caldi.

Libia. “Se nascerà un governo di unità nazionale – ha detto Gentiloni – l’Italia, grazie al suo ruolo consolidato nel paese (è stata anche l’ultima nazione occidentale a chiudere l’ambasciata a Tripoli, ndr), e grazie al riconoscimento ricevuto dalla comunità internazionale, si assumerà un ruolo leader nelle operazione di sicurezza e di sostegno”. Il ministro ipotizza che, su richiesta del nuovo governo, l’Italia possa essere chiamata a monitorare i processi elettorali e a collaborare alla sicurezza di alcuni luoghi come le ambasciate.

Intanto il mandato di Bernardino Leon, a cui l’Italia continua a esprimere tutto il suo sostegno, è agli sgoccioli. Tra qualche settimane dovrebbe essere sostituito dal tedesco Martin Kobler che lascia la guida della missione Onu in Congo. Non sarebbe stato possibile avere un italiano in quell’incarico perché  l’Onu non vuole rappresentanti di ex-nazioni coloniali.

Siria. Negli ultimi giorni si sono aperte due opportunità per la crisi siriana, ha spiegato Gentiloni. Innanzitutto si è rafforzata la convinzione che ci debba essere una soluzione politica basata sulla transizione, prefigurando l’uscita di scena di Bashar al-Assad, ma senza creare un immediato vuoto di potere. In secondo luogo c’è stata la disponibilità russa a dialogare su soluzioni politiche e a impegnarsi nella lotta anti-Daesh. Ma proprio le mosse di Mosca hanno evidenziato anche i rischi di una soluzione militare della crisi.

L’Italia fa parte della coalizione di 64 stati che si battono contro l’Isis, ha ricordato il ministro, e fa parte dei 21 paesi  dello “small group” che dirigono l’iniziativa. A parte i voli di ricognizione sulla Siria, le attività italiane sono concentrate  in Iraq con la fornitura di armi e l’addestramento della polizia. “Nella coalizione coesistono posizioni diverse”, ha notato il capo della Farnesina, “ma noi riteniamo che bombardare Assad o processarlo non porta a risultati sperati”. Rivolto a Mosca, Gentiloni ha anche notato: che la crisi siriana non si risolve certo solo con i raid di Mosca; che l’offensiva va concentrata contro il Daesh; e che esiste il pericolo di una “escalation negativa”.

Migrazioni. Per quel che ha fatto negli ultimi due anni nel Mediterraneo, l’Italia viene considerata all’Onu come “un esempio da seguire”. Ma adesso che le migrazioni siriane hanno preso un’altra via, la metà degli arrivi in Italia provengono dal Corno d’Africa, settore a cui Gentiloni ha dedicato speciale attenzione nei giorni passati a New York: di qui la richiesta della Farnesina di concentrare un terzo dei 2 miliardi stanziati dalla UE per progetti di sviluppo economico in Africa su Etiopia, Eritrea, Sudan, Somalia.

(AZ, 1 ottobre 2015)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts