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Libia: Gentiloni, “forte appoggio” a Leon in “difficile” stretta negoziato

Il ministro degli Esteri Gentiloni con Bernardino Leon

NEW YORK – Per la Libia il tempo stringe: o il negoziato “lo chiude bene Bernardino Leon” e in tempi strettissimi o si va incontro a scadenze come quelle della sua successione e dello scioglimento del Parlamento di Tobruk, quello internazionalmente riconosciuto e uno dei pilastri su cui si fonda l’architettura della mediazione.

“Tutto possiamo dire in Libia, altro che ne parliamo l’anno prossimo”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che oggi all’Onu ha visto l’inviato speciale delle Nazioni Unite e capo della missione UNSMIL e domani parteciperà, sempre al Palazzo di Vetro a un vertice con Ban Ki moon, lo stesso Leon, il segertario di Stato John Kerry e le parti libiche, accanto a rappresentanti dei Paesi che hanno facilitato la mediazione. Gentiloni ha rinviato di 24 ore il rientro a Roma per partecipare alla riunione.

Il mandato di Leon e’ scaduto due settimane fa. L’inviato Onu Leon lascerà il prmo novembre il posto al tedesco Martin Kobler, ma in questa ultima, difficile fase di un negoziato “concluso all’80 per cento” il messaggio che viene dall’Italia e’ che non deve essere indebolito.
Ecco perche’ “assieme al presidente del consiglio Matteo Renzi abbiamo chiesto esplicitamente a Ban Ki moon che consideriamo molto importante da parte sua un messaggio di forte sostegno a Leon, non solo al suo lavoro, ma anche al suo ruolo di inviato”, ha detto Gentiloni in una conferenza stampa: “Ban condivide questa posizione ed ecco perche’ anche lui sara’ domani alla riunione sulla Libia”.
Il ministro degli Esteri non ha nascosto la difficolta’ della trattativa a cui domani interverranno i rappresentanti del governo di Tobruk e quelli del Congresso nazionale libico a Tripoli. “Chi si tira fuori se ne dovra’ assumere le responsabilità in termini di isolamento nella comunità internazionale. C’è una discussione finale sui nomi
del nuovo governo di unita’ nazionale, e non e’ facile. Anche far partecipare all’incontro i rappresentanti di Tripoli – ha aggiunto il ministro – e’ stato complicato dalle minoranze che non volevano farli partire”.
Se e quando si arrivera’ all’intesa – “se c’e’ un accordo e se nasce un governo di unita’ nazionale in Libia – l’Italia “e’ considerata dalla comunita’ internazionale come la nazione guida rispetto a possibili operazioni di sostegno e di sicurezza”, ha detto Gentiloni precisando che “la dimensione dell’impegno, che sarà decisa dal Parlamento, non va confusa con grandi spedizioni da migliaia di persone”. Saranno piuttosto “operazioni su richiesta del governo libico” che potrebbero includere il “monitoraggio elettorale e la messa in sicurezza di luoghi chiave come le ambasciate”. (AB/AZ 1 ottobre 2015)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts